Bombardamento del porto di Bari, Emergency incontra Pasquale Martino

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Ripercorrere i tragici momenti di 71 anni fa, quando i tedeschi bombardarono pesantemente il porto di Bari, affondando 17 navi e provocando la morte di oltre 1000 persone, per ricordare e far capire che quegli episodi, da noi così lontani nel tempo, in altri luoghi sono terribilmente attuali in tutta la loro drammatica realtà.

Il negozio di Natale di Emergency di Bari, in Viale Melo 72, ospiterà questo pomeriggio un incontro con il Professor Pasquale Martino sul tema del bombardamento del Porto di Bari, a settantuno anni dal tragico evento che uccise più di mille persone.

Erano da poco passate le ore 19 del 2 Dicembre del 1943 quando, sul porto di Bari gremito di navi, si scatenò il più grave bombardamento di tutto il Mediterraneo durante il secondo conflitto mondiale. I tedeschi attaccarono il porto affondando 17 navi, lo stesso numero di Pearl Harbor, alcune delle quali con un carico di armi sconosciuto.

L’incontro si terrà simbolicamente alle 19.25, esattamente la stessa ora in cui ebbe inizio l’operazione militare, per riscattare la memoria del terribile attentato con un appuntamento con la pace.

Il Prof. Pasquale Martino, membro dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ripercorrerà idealmente quei momenti per descrivere le conseguenze dell’evento sullo scenario internazionale. Come gli altri 16 negozi natalizi di Emergency in tutta Italia, il negozio di Bari sarà aperto dal 29 Novembre al 24 Dicembre.

Nei Negozi di Natale i visitatori troveranno giocattoli, libri, prodotti di bellezza, bigiotteria, vini, gourmanderie, tessuti, oggetti di design, gioielleria, accessori e abbigliamento di importanti marchi italiani insieme ai gadget di Emergency. Le eccellenze enogastronomiche pugliesi e italiane sono state donate da aziende e negozi sensibili ai programmi umanitari di Emergency.

Tutti i proventi raccolti dallo shop natalizio saranno destinati ai progetti di Emergency in Afghanistan dove opera dal 1999. Qui ha costruito un Centro chirurgico e un Centro di maternità ad Anabah, nella valle del Panshir, un Centro chirurgico a Kabul, un ospedale a Lashkar-gah e una rete di Posti di primo soccorso e Centri sanitari che hanno offerto assistenza sanitaria gratuita a oltre 3.980.000 di persone.

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Redazione
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