Bufera sulla Brexit, lo stop dei giudici

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L’alta corte di Londra presieduta da Lord Thomas ha sentenziato che il Governo britannico non potrà avviare la procedura di uscita dall’Unione Europea, e quindi far scattare l’articolo 50 del trattato di Lisbona, senza prima passare da un voto parlamentare.

Sconcerto da parte della premier Theresa May che al contrario, si era arrogata il diritto di procedere celermente, entro marzo 2017, e in maniera autonoma Ha già annunciato che presenterà ricorso contro questa, a suo dire, illegittima decisione.

La paladina di questa vittoria è Gina Miller, una afroamericana attivista e donna d’affari, famosa per le sue numerose battaglie nei tribunali. Specularmente, il leader indiscusso della Brexit, Nigel Farage dell’Ukip ha commentato: “Il tradimento è dietro l’angolo, ho avuto la netta sensazione che la nostra classe politica non accetti il risultato del referendum del 23 giugno. Ora temo che verrà fatto ogni tentativo per bloccare o rinviare l’avvio dell’articolo 50. Se sarà così, non hanno idea del livello della rabbia popolare che scateneranno.”

Sicuramente tutto ciò avrà una ripercussione sui tempi delle procedure, e c’è chi teme in casi estremi una nuova consultazione popolare, fino ad ora impensabile. Brindano invece i mercati, da sempre contrari al ritorno degli Stati sovrani.

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