Cantami d’amore, Rospo smeraldino

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Bufo viridis - Rospo smeraldino

Sentiamo parlare di rospi già da bambini, quando ci raccontano che sono pronti a trasformarsi in un bel principe con un solo bacio d’amore. Questa è una favola ma, proprio qui in Puglia, vive il Rospo smeraldino, Bufo viridis per gli scienziati, un simpatico animale che potrete incontrare passeggiando in aree umide, temporanee e non, dove avviene la riproduzione, il culmine della vita di tutti gli animali.

Il nome di questo rospo deriva dalle macchie che ricoprono il suo dorso, di un verde brillante che risalta sul resto della pelle, di color marrone molto chiaro. Il Bufo viridis vive di notte, cibandosi d’insetti, e d’inverno va in letargo per poi svegliarsi in primavera inoltrata per cercare una compagna con cui accoppiarsi.

La ricerca dell’amore non è priva di pericoli per questo povero anfibio. I suoi nemici naturali quali serpenti, ricci o uccelli, sono tenuti lontani da un particolare escamotage ossia la secrezione di una sostanze irritante e dal forte sentore di aglio. Nella migliore delle ipotesi il rospetto viene sputato via ed è di nuovo libero di cercare la propria dolce metà con cui dar vita a tanti (le uova deposte vanno dalle 5000 alle 15000 unità) girini.

Purtroppo è ancora una volta l’uomo a minacciare pesantemente la sopravvivenza di questa specie. Centinaia di rospi smeraldini, durante gli spostamenti verso i luoghi in cui si riprodurranno, vengono schiacciati dalle automobili che sfrecciano nelle statali e strade di campagna nelle ore notturne. I tassi di mortalità sono altissimi e, almeno qui in Puglia, il Rospo smeraldino rischia l’estinzione.

Alcuni anni fa, nel 2009, presso la Riserva Naturale dei laghi di Conversano, il WWF cercò di sensibilizzare i cittadini e di salvare in prima persona questi anfibi innamorati. Un’attività impegnativa e non scevra di difficoltà che è riuscita a salvare alcuni individui ma che non ha estirpato il problema.

Altre minacce legate all’azione antropica sono l’uso di insetticidi in agricoltura e l’abbassamento della falda freatica che porta alla scomparsa delle acque temporanee necessarie per la riproduzione.

Cosa succede se un fortunato Rospo smeraldino riesce a superare tutti questi ostacoli? Una volta trovata la sua bella, inizia a cantare: è un verso tipico, molto simile a un trillo, che è possibile ascoltare nelle tarde serate di primavera trascorse nella natura. Inizia finalmente l’accoppiamento: la missione è compiuta!

Come riconoscere questa specie? Un atlante, sicuramente, è uno strumento fondamentale per identificare la ricca e curiosa fauna della nostra penisola e, nello specifico, della Puglia.

La primavera è lontana. Spero che tutti noi ci ricorderemo di essere più prudenti per strada per la nostra incolumità e per quella degli habitat che ci circondano. Solo così potremo ancora esclamare: “Cantami d’amore, Rospo smeraldino”.

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