Caos nella serie A femminile: le calciatrici della Pink contro le nuove regole

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Dopo 3 giornate già disputate, la serie A femminile cambia le regole: per tutelare la qualità del campionato e innalzare la competitività delle squadre, il Dipartimento Calcio Femminile della Lega Nazionale Dilettanti ha previsto, per la stagione in corso, 6 retrocessioni complessive, al posto delle 4 inizialmente previste, per ridurre a 12 il numero delle partecipanti alla serie A, attualmente 14. Il nuovo dispositivo spedisce all’inferno dei playout le squadre piazzate fra la settima e la decima posizione: le perdenti retrocederanno in serie B insieme alle ultime 4 classificate nella stagione regolare.

Inevitabile la ribellione delle formazioni direttamente interessate alla lotta per non retrocedere, tra cui la neopromossa Pink Bari, attualmente fanalino di coda della massima divisione nazionale. Le calciatrici affidano ad un comunicato il loro sfogo, chiedendo la revoca delle modifiche per il campionato ln corso. Inoltre, il capitano Marina Rogazione restituirà all’Associazione Italiana Calciatori la propria tessera, per protestare contro l’assoluta assenza della tutela del sindacato in una decisione che penalizza, in prima battuta, tutte le atlete.

Oltre ad avvenire in corso d’opera, la revisione del regolamento penalizza quelle società sportive che lavorano sul vivaio anche in funzione dell’intero movimento calcistico femminile: il taglio delle squadre di serie A, infatti, contraddice la Lega stessa, confinando le società con meno mezzi al ghetto delle serie minori.

“Noi giocatrici della Pink Bari ci chiediamo: a chi giova questa modifica? – si legge nella nota congiunta delle calciatrici baresi – E soprattutto, è questa la maniera migliore per aumentare il tasso tecnico della serie A? Curare i vivai come avviene all’estero, dove le società che la fanno da padrona nelle coppe europee poggiano le loro basi su un settore giovanile evoluto, organizzato, raccogliendo poi i frutti con la prima squadra”.

Associazione Italiana Calciatori, assenti ingiustificati. Proteste nella sostanza ma anche nel metodo. Secondo le giocatrici, le poco buone nuove del regolamento hanno la grave pecca di essere state approvate nella “stanza dei bottoni”, senza un preventivo ascolto delle parti in causa, a cominciare dalle protagoniste in campo. Sale sul banco degli imputati l’Associazione Italiana Calciatori, rea di essere letteralmente scomparsa nel momento dove più serviva la tutela sindacale, salvo poi “essere molto presente quando c’era da raccogliere adesioni al sindacato”.

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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