Caporalato: per Stea il rischio è la paralisi. Altieri: “difendiamo gli agricoltori, non i caporali”

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“Le regole ci sono, per fortuna, e nella maggiorparte dei casi, vengono pure applicate nei limiti di quanto è umanamente ed economicamente possibile fare in presenza di una macchina burocratica elefantiaca e sovente assurda”, è quanto denuncia in una nota il consigliere della Regione Puglia (Gruppo Ap), Gianni Stea che sottolinea i rischi che possono derivare per il comparto dalla nuova legge sul caporalato che, “se da un lato mostra una pur giusta azione repressiva, dall’altro, se non applicata con buon senso e profonda conoscenza delle nostre realtà rurali rischia di criminalizzare un’intera categoria, gettando letteralmente sul lastrico migliaia di imprese”.

Per Stea al ”fianco delle necessarie sanzioni amministrative e penali per chi riduce i lavoratori in stato di schiavitù, occorrono con urgenza azioni di prevenzione e sostegno ad un comparto che deve tornare ad essere fondamentale per la nostra economia. C’è il rischio concreto di penalizzare ulteriormente le nostre aziende di eccellenza a vantaggio esclusivo di prodotti di importazione e di provenienza da territori europei ed extra Ue in cui realmente non esiste alcuna tutela per il personale dipendente. I pur giusti controlli devono quindi coincidere con un abbondante uso di buon senso. La nuova legge anticaporalato, nata su presupposti del tutto condivisibili, bolla quasi a livello dei peggiori boss mafiosi – con tanto di confisca dei beni – chi non rispetta puntigliosamente una legislazione farraginosa e sovente lontana anni luce dalla realtà che si vive nelle aziende agroalimentari. L’unico reale risultato che si potrà ottenere – e di tanto sono ben consapevoli tanto le associazioni datoriali, quanto le organizzazioni sindacali -, sarà quello di distruggere completamente il comparto”.

A fare eco al consigliere regionale è il deputato fittiano Nuccio Altieri, che mette all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della tutela del mondo agricolo insieme (e contemporaneamente) in contrapposizione alla necessità di combattere il fenomeno del caporalato nelle nostre campagne.

“Nessuno vuole difendere i caporali – sottolinea Altieri – ma oggi dobbiamo difendere gli onesti agricoltori da una legge ideologica che potrebbe avere ripercussioni gravissime anche su chi non non ha nulla a che fare con i criminali sfruttatori, ma “inciampa” in una distrazione o in una leggera e isolata violazione di una selva di norme che speso non considerano le specificità del lavoro agricolo. Può essere considerato un caporale un agricoltore che non ha predisposto il bagno chimico in un campo dove si è reso necessario un intervento urgente, imprevisto e di poche ore?”

“Per questa legge – sottolinea il deputato barese – questo e’ un caso di sfruttamento. Una legge che tende a leggere tutto il mondo agricolo come grande romanzo criminale e’ assolutamente falsa ed ingiusta. Come ingiusto e’ scaricare sulle spalle di onesti imprenditori agricoli il contrasto alle attività criminali di sfruttamento e caporalato. Per tutta l’estate ci sono stati controlli “militari” in campagna con tanto di sirene e lampeggianti, eppure non è stato arrestato nessun caporale. Ma, mentre si vuole controllare e caricare di adempimenti i soliti onesti, nulla ha fatto il Governo Renzi per smantellare i ghetti come quello di Rignano dove non ci vuole nessuna nuova legge ma solo l’intervento delle forze dell’ordine. L’agricoltura non è fatta di caporali e bisogna tutelare gli agricoltori dai criminali sfruttatori che rovinano l’immagine di un comparto che per il 95% e’ fatto di eccellenze umane. È contro questi criminali che bisogna concentrare l’attività investigativa e repressiva senza sequestrare l’azienda ed anni di lavoro a chi non è riuscito a portare un bagno chimico in un campo dopo una pioggia. La Cgil che ispira questa legge manifesto,  nuoce all’agricoltura cercando di riportare una divisione anacronistica e superata tra braccianti e produttori che Renzi, nel disperato tentativo di avere un SI in più al referendum,  avalla e sostiene. Mi auguro che in aula oggi questa legge possa essere modificata al netto del SI o del NO al referendum, ma nell’esclusivo interesse degli agricoltori che meritano difese e non attacchi. Lo dichiara l’On. Nuccio Altieri deputato dei Conservatori e Riformisti.

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