Caro Renzi, la conosce la Puglia?

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Benvenuto Presidente,

benvenuto in Puglia. Ormai avrà certamente avuto modo di conoscerla negli infiniti ed estenuati giri di campagna elettorale. La Puglia però è terra particolare a partire dalla sua conformazione geografica, stretta e lunga, sino ad arrivare a quella antropologica, terra di contaminazioni culturali.

Questa terra però, proprio per questo, più che conoscerla, leggerla, vederla, va vissuta. Un tempo definita la California d’Europa, la Puglia è quella regione che con 865 chilometri di costa e ha certamente una vocazione turistica balneare ma anche religiosa, e penso al culto internazionale di San Nicola, alla grotta di San Michele Arcangelo e a Padre Pio, e culturale e penso a Castel del Monte, il dolmen di Bisceglie, la Notte della Taranta, il Festival della Valle d’Itria. Ricca di bellezze paesaggistiche e attrazioni. Diversa chilometro dopo chilometro da Leuca a Vieste, da Altamura a Bari.

E’ anche però la terra sfregiata dall’Ilva e da Cerano, che non ha voglia di subire altre ferite come le piattaforme a largo delle coste con il rischio di compromettere il delicato equilibro dell’ecosistema marino e deprimere un settore economico fondamentale come quello del turismo che con grandi difficoltà sta cercando la via della destagionalizzazione e che, invece, rischia di essere messo ai margini del calendario da una situazione non certamente favorevole. Lei certamente saprà che nell’adriatico proprio al largo delle coste pugliesi ci sono ancora bombe chimiche della seconda guerra mondiale inesplose. Si immagina che disastro che una trivellazione innescasse uno di questi ordigni?

E due righe me le consenta sulla Tap, già che ci siamo. Non sono  uno che si schiera con i cartelli del “No” a tutti i costi ma un po’ di condivisione non guasterebbe su certe scelte. Alla fine non mi sembra un problema irrisolvibile spostare di qualche chilometro approdo del gasdotto. Il tema dell’approvvigionamento energetico è certamente un tema dirimente e strategico per questo Paese ma credo che una “terza via” certamente esiste già ed è quella indicata anche dalle direttive europee, quella che la Puglia già persegue da anni: l’energia pulita. Ci pensi, sono sicuro troverà, tecnici, numeri e risvolti interessanti a tal proposito.

M questa è, dicevamo  in apertura, anche una terra stretta e lunga dove viaggiare non è sempre facile. La viabilità stradale nel Salento è, usando un eufemismo, impegnativa; dei treni sarebbe meglio non parlarne: tratte che attendono il raddoppio dei binari, costi elevati per chi fa il pendolare e passaggi a livello che come una ghigliottina tagliano in due alcune comunità.

Però lei ha inserito tra le priorità la Bari – Napoli. Non è il primo a farlo, speriamo tutti che questa sia la volta buona.

Ci sono città divise in due dalla linea ferroviaria che da decenni aspettano di trovare una soluzione. Guardi la Stazione di Bari, e pensi a come sarebbe la città senza questo nodo.

Si affacci lungo le strade, o meglio sull’unica strada che dal capoluogo portano verso il Salento. Si immagini cosa accade d’estate, quando si riescono a percorrere anche 4 o 5 chilometri in un’ora, se tutto va bene e l’ingorgo non è totale.

Non fraintenda, non siamo lagnoni, anzi siamo abbastanza operosi e alcune cose ci riescono bene e non solo il turismo, guardi all’enogastronomia, per esempio. Stiamo facendo tesoro di un patrimonio immenso. I nostri prodotti sono esportati e apprezzati in tutto il mondo. Guardi alla moda, aziende e stilisti in grado di farsi apprezzare in tutto il mondo, pur partendo così lontani dai centri nevralgici della moda, sa, quelli che contano davvero, a Milano o nella sua Firenze… o pensi ai divani di Natuzzi. Pensi che ci sono persino startup tecnologiche molto interessanti che ci portano all’avanguardia in molti settori di cui nessuno sa nulla o quasi.

Pensi alla robotica, alla farmaceutica di precisione, all’industria aerospaziale, alla nanotecnologia in agricoltura, alla capacità di ricerca del Politecnico di Bari…

Signor Presidente, è un piacere saperla qui in Fiera oggi. La cosa, mi creda, mi conforta. Per noi pugliesi questo evento ha un significato particolare. Per qualche anno abbiamo anche sofferto l’assenza del Presidente, ci siamo anche un po’ risentiti di questo sgarbo, o la presenza di premier “con i giorni contati”. Ora lei, invece, è legittimato da un ampio consenso elettorale, ha giustamente voluto subito dare il segnale di un cambio di passo prendendosi una bella responsabilità nei confronti degli italiani. Ora non ci illuda. Sappiamo che non ha la bacchetta magica, ma non renda più drammatica la storia di questa terra.

Signor Presidente, la conosce la Puglia? Respiri l’aria, vedrà una terra diversa.

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Fabio Paparella
Giornalista publicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...

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