Caroppo: da Lecce a Verona, il prossimo giro siamo al Governo

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Andrea Caroppo, il giovane avvocato di Minervino di Lecce ha compiuto i suoi studi alla Università Cattolica Sacro Cuore di Milano discutendo la tesi sul “Diritto Regionale”, ed evidentemente era già segnato nel suo destino il percorso che poi avrebbe intrapreso. Classe 1979, dal 2003 ha cominciato ad impegnarsi nelle battaglie politiche e nel 2010 è stato eletto Consigliere Regionale nella circoscrizione di Lecce.

Capogruppo di Forza Italia ed ideatore del movimento Sud in Testa, il 30 settembre passa tra le fila di Noi con Salvini, ed è lo stesso Segretario della Lega che a Bari ne sancisce l’onorificenza. Ci siamo domandati cosa farà questo nuovo soggetto Nazionale, che ricordiamo alle Politiche 2018 si presenterà con un simbolo unico da Nord a Sud.

Caroppo, in Sicilia il suo vecchio partito, Forza Italia, si è dimostrato essere la prima forza politica del centrodestra. E in Puglia, a differenza dei trend nazionali, FI ha sempre avuto ottimi risultati, anche dopo la defezione di Fitto. Come mai ha abbandonato il suo ruolo di capogruppo in consiglio Regionale, per aderire a  “Noi con Salvini”?

“La questione è un po’ diversa. A fine estate ho dato vita a una rete di persone, movimenti, associazioni e amministratori, tra Puglia, Basilicata, Campania e Calabria (Sud In Testa) che, puntando sull’autonomia e sull’identità, costruisca una nuova classe dirigente che liberi il Sud dal ruolo di perenne periferia in cerca solo di risorse da distribuire”.

“Dopodiché – spiega Caroppo – si è avviato un dialogo e una collaborazione con il progetto politico nazionale di Matteo Salvini, il che ci è parsa la cosa più naturale. L’obiettivo che insieme agli amici di Sud In Testa ci siamo dati è, infatti, anche quello di contrastare la disarticolazione della politica, creando comunità, offrendo formazione, garantendo partecipazione… Cose che in FI, alla quale più volte ho segnalato l’inopportunità di talune scelte sui territori, sono un po’ passate in secondo piano”.

Due parlamentari pugliesi, come Altieri e Marti, da “Direzione Italia” approdano anch’essi nel movimento di Salvini. È in corso una campagna acquisti pre-elettorale, oppure davvero la geografia politica sta cambiando?

“Non è la Lega che “acquista”, sono l’elettorato e i suoi rappresentanti che guardano alla Lega. La Lega di Salvini, infatti, è tornata alle origini: Valorizzazione delle identità territoriali nella prospettiva di un’Italia e di un’Europa dei popoli. Nessuna spinta secessionista né indipendentista, nessuna pulsione antimeridionale, anzi, la consapevolezza che la autonoma ripresa del Sud trainerebbe tutta l’Italia. Quest’idea della Lega antimeridionale vive ormai solo nella testa di qualche giornalista interessato, ma è definitivamente superata, nei fatti e anche nella percezione dell’elettorato diffuso”.

 Come intende importare il modello Lega, qui nel Sud Italia? Cosa rende attrattiva la proposta politica del Carroccio, da Roma in giù?

“Innanzitutto, la Lega è l’unico soggetto politico che parla senza infingimenti il linguaggio del buon senso comune: Difesa dei principi tradizionali e delle identità territoriali, sicurezza, famiglia, libertà educativa, libertà d’impresa, lotta all’oppressione fiscale, merito. Sono le parole classiche del conservatorismo politico, parole alle quali io credo ancora. Soprattutto, sono le cose che stanno a cuore a tutti gli italiani, a Verona come a Lecce”.

“Dopodiché – spiega – la Lega fonda la sua visione organica sul principio di sussidiarietà, peraltro ben fissato nella nostra Costituzione, quello cioè per il quale le scelte vanno prese dalle persone e dai luoghi comunitari e istituzionali più vicini – anche fisicamente – alle persone e alle comunità sulle quali incideranno. I meridionali cominciano a essere stanchi di decisioni prese a Roma o a Bruxelles, ed hanno bisogno di classi dirigenti che abbandonino il centralismo vittimista e piagnone, che con l’assistenzialismo e le clientele ha lasciato il Sud nel sottosviluppo rispetto al resto d’Italia.  Un federalismo che parta dai municipi rappresenta un’occasione irripetibile per riqualificare le classi dirigenti meridionali, avvicinarle ai cittadini, alle famiglie, alle imprese e rilanciare lo sviluppo”.

Che giudizio ci da di questi anni di Governo Emiliano in Regione?

“Ecco, se il nostro ordinamento fosse realmente sussidiario, il Presidente Emiliano, anziché nascondersi dietro il Governo Nazionale, dovrebbe dare conto ai pugliesi della mancata lotta alla Xylella e della morte di milioni di ulivi. Dei viaggi della speranza per curarsi, che peraltro ci costano ben 220 milioni di euro, del perché chiuda ospedali, reparti e punti nascita anziché ridurre sprechi, inefficienze e clientele, dell’isolamento infrastrutturale e via discorrendo”.

“Emiliano è da sempre troppo occupato a cercare visibilità nazionale, non ha alcun interesse – anzi prova fastidio – per le questioni che stanno a cuore ai pugliesi. E i dati parlano chiaro: Con lui al governo la Puglia non cresce più e resta una delle Regioni con i treni in partenza sempre più pieni e le culle sempre più vuote”.

Vendola qualche giorno fa ha dichiarato: “Sono tormentato dalle insistenze dei pugliesi. (…) Vorrei dare consigli e trasformarmi in una specie di ostetrica per far nascere una nuova creatura politica.” Lei spesso si spende per la natalità, allora che ci dice di questa gestazione a sinistra?

“Essendo un attore politico e non un osservatore più o meno disinteressato, non amo dire la mia sui dibattiti che si svolgono in casa altrui. Che Renzi, per questioni di metodo personale forse ancor più che di merito, abbia inferto un colpo mortale alla cultura politica della sinistra italiana, impedendo, ancora una volta, la nascita di un soggetto politico socialdemocratico mi pare evidente; Nessun vero provvedimento di governo in  questi anni è andato in questa direzione, al contrario si è impegnata la maggioranza su “bandierine” ideologiche che non incidono in alcun modo sui problemi quotidiani degli italiani”.

“Dalla legge sulle c.d. unioni civili alla liberalizzazione delle droghe leggere, dallo Ius Soli all’eutanasia e, purtroppo, tanto altro. Così come mi pare evidente che, di conseguenza, il PD ambisca a governare dopo le elezioni con il sostegno di FI. Ma ciò non avverrà perché il centrodestra, con la Lega primo partito, vincerà le elezioni”.

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