Carte in tavola sui musei con la Fondazione Tatarella

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Un dialogo aperto, affrontato da molteplici punti di vista quello di stamattina, al Museo Civico di Bari,  in occasione del secondo appuntamento organizzato dalla Fondazione Giuseppe Tatarella nell’ambito degli incontri intitolati “Carte in tavola”.

E a carte scoperte hanno giocato i protagonisti dell’evento, abilmente moderati dall’onorevole Salvatore Tatarella: l’assessore comunale alle Culture Silvio Maselli, il vice presidente della Regione Puglia e assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente, gli architetti Benny Maffei, Vincenzo Russo e Stefano Serpenti, il gallerista Michele Spinelli e Giusy Caroppo, storica dell’arte, curatrice e attualmente assessore alle Politiche dell’Identità Culturale di Barletta. Presenti anche l’architetto Mauro Saito, alcuni collezionisti, operatori del settore e giornalisti i quali hanno permesso una discussione a tutto tondo su un problema così complesso e attuale quale la gestione degli spazi da dedicare alla cultura e le difficoltà burocratico-amministrative.

I nuovi progetti in cantiere sono stati elencati e descritti con grande soddisfazione dall’assessore Maselli che ha parlato dell’Apulia Film House, del polo archeologico di Santa Scolastica, per arrivare al cuore della futura offerta barese ossia il Teatro Margherita, la Sala Murat ed l’ex Mercato del pesce, che diverranno il centro nevralgico per l’arte contemporanea e per il turismo culturale della città. Tanto bolle in pentola, progettualità tutte concentrate nei due assi rappresentati dalla “linea del mare” e dal Centro Storico, assi che si incroceranno proprio nel tanto atteso polo del contemporaneo.

Si è discusso del futuro del Castello Svevo, presto contenitore vuoto a causa del trasferimento degli uffici nel complesso di Santa Chiara, di collezioni preziose che non si riesce a valorizzare e, grazie all’estrema competenza e calma della vice presidente Barbanente, sono stati chiariti i punti chiave della legge regionale 17 del 2013 sui beni culturali: valorizzazione, competenza regionale, gestione sostenibile del patrimonio e integrazione.

Non sono mancati i riferimenti alla difficoltà nell’utilizzo dei fondi dedicati alla cultura e alla questione dell’occupazione giovanile: tanti sono i professionisti formati nella nostra regione che decidono di cercare fortuna altrove quando nel nostro territorio le possibilità non dovrebbero mancare.

Purtroppo il tempo è scivolato via tra i commenti stimolanti di tutti i presenti ma ancora molti quesiti non sono stati posti e molte risposte devono essere ancora date in un’ambito così esteso quale quello dei musei e dei beni culturali a Bari e, più in generale, in Puglia.

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