Casa natale di Hitler, giusto cancellare la storia?

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Si può cancellare la storia con un colpo di spugna? Fare finta che qualcosa non sia mai esistita demolendone le radici? Espropriare i simboli del loro carico emotivo, positivo o negativo che sia, può rendere giustizia a qualcuno?

L’imperativo del politicamente corretto ormai dilaga nelle vene dell’Europa straripando in talune scelte per qualcuno discutibili,  come quella di demolire la casa natale di Adolf Hitler. Il Führer nacque nel 1889 a Braunau am Inn, qui il Ministro degli Interni austriaco dell’ÖVP (Partito Popolare) ha detto che: “Le fondamenta potranno essere conservate e su di esse nascerà una nuova struttura.”

Nel frattempo si è costituita una commissione composta da storici, Governo, varie personalità, compreso il presidente della comunità ebraica, con il compito di valutare il da farsi.

Per qualcuno la soluzione migliore sarebbe stata quella di una radicale riprogettazione architettonica per rendere irriconoscibile lo stabile.

Tutte idee volte a storpiare il culto neonazista, per il timore che la meta diventi pellegrinaggio di esaltazione politica.

Nulla però fomenta l’apologia come la coercizione, il diniego, il rifiuto di ricucire con il proprio passato. L’effetto boomerang di queste scelte risiede proprio nel ricompattare le battaglie ideologiche, quando invece si potrebbe benissimo far riposare gli eventi e valorizzarli da un punto di vista pedagogico.

Tra gli sfregi maggiori che si sono prospettati, c’è quello di aprire un supermercato o una stazione dei pompieri. Il paradosso sarebbe proprio quello del graffio dell’umiliazione, a cui la proprietaria dell’appartamento si è sempre ostinatamente rifiutata.

Dal 1972 infatti l’attuale padrone di casa rigetta qualunque progetto di vendita, riqualificazione, e opere di vario genere. C’è un fitto in essere di 4.800 euro mensili pagato dallo Stato, e negli anni si sono ospitate varie associazioni.

Adesso il Governo potrebbe presentare una legge ad hoc per l’esproprio coatto. Sul suolo pubblico adiacente, veglia una insegna: “Per la pace, la libertà e la democrazia, mai più il fascismo. Milioni di morti ricordano.” E come ricorderanno, senza i luoghi della mattanza, e sta questi anche il luogo dove, in fondo, tutto ha avuto inizio?

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