Caso Azzollini: zuffa sul web, silenzio di Emiliano

0

Intercettare o non intercettare? L’amletico dilemma che tartassa la politica italiana sull’utilizzo dei tabulati telefonici nelle indagini ha lambito, negli ultimi giorni, la costa – altrettanto tartassata – di Molfetta. La mancata autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni nell’inchiesta che vede coinvolto l’ex Sindaco della città del nord barese, Antonio Azzollini, oggi senatore nelle file del Nuovo Centro Destra, coinvolge tutti i tre candidati alle primarie del centrosinistra pugliese del prossimo 30 novembre: Dario Stefàno, in qualità di presidente della Giunta per le immunità al Senato; Guglielmo Minervini, in quanto molfettese doc, anch’egli ex sindaco della città della Madonna dei Martiri; Michele Emiliano, che di quel Partito Democratico che, di fatto, ha scongiurato l’utilizzo dei nastri, è segretario regionale.

Guglielmo Minervini non ha esitato ad attaccare duramente la posizione assunta dai 7 senatori del Partito Democratico presenti in Giunta, definendolo un “fatto grave, da censurare”. “Dopo 9 mesi nei quali Molfetta paga ogni giorno il costo sociale ed economico di quello che si prefigura come uno dei più grandi scandali da Tangentopoli ad oggi – si legge nella pagina Facebook dell’assessore alle politiche giovanili uscente – i senatori del Partito Democratico che siedono in Giunta, hanno scritto una delle pagine più cupe di tutta la storia del PD”.

Dario Stefàno difende la propria posizione di presidente della Giunta per le immunità. In quella veste, il suo compito era quello di giungere finalmente al  voto dopo 9 estenuanti mesi costellati da continui rinvii, causati dalla perdurante assenza di numero legale alle convocazioni: “L’osservanza del regolamento, il rispetto dei diritti di difesa, la richiesta di integrazione della documentazione presentata – si legge sulla sua pagina Facebook – non hanno impedito il voto sulla richiesta d’uso delle intercettazioni da parte della procura di Trani. Non commento la decisione presa dai componenti”.

Da Michele Emiliano, invece, silenzio. Considerata l’assidua presenza sui social dell’aspirante sindaco di Puglia. la gravità del caso e la sua rilevanza sul territorio – una presunta maxitruffa di circa 150 milioni di euro legata alla costruzione del porto commerciale di Molfetta, appaltato nel 2007 ma non ancora realizzato – e la particolarità del tema – l’utilizzo delle intercettazioni, Emiliano s’è scordato di essere stato magistrato? – risulta per lo meno “curioso” questa pubblica mancanza di voce.

Condividi
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

Nessun commento

Commenta l'articolo