Dedicato a Caterina Susca. Piantato un albero in piazza Garibaldi

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La targa

In una giornata grigia un raggio di sole è sembrato fare capolino in piazza Garibaldi per illuminare un piccolo albero appena piantato, il simbolo di un messaggio di speranza, della volontà di reagire al Male: ad un anno dalla morte di Caterina Susca, avvenuta a Torre a Mare l’11 novembre 2013, la famiglia, gli amici e le autorità si sono ritrovati nei giardini per piantumare un albero dedicato alla donna ed in ricordo di tutte le vittime di violenza.

Un simbolo ed un monito, come hanno sottolineato il sindaco Antonio Decaro, la consigliera comunale Maria Maugeri e l’assessore ai lavori pubblici Pino Galasso, che hanno espresso la volontà di combattere contro la violenza sulle donne con azioni concrete e di rendere Bari una città più sicura in cui vicende drammatiche come queste non accadano mai più. Anche l’associazione Giraffa Onlus, che si dedica da anni di donne vittime di violenza, era presente alla cerimonia di piantumazione.

Grande dignità, forza e senso civico nelle parole dei figli di Caterina Susca che hanno sempre seguito un profilo di riservatezza ma che, in questa occasione, hanno voluto parlare della necessità di una città a misura di donna e del valore simbolico dell’albero il quale, posto in uno dei luoghi maggiormente frequentati di Bari, dovrà essere un ammonimento affinché l’omicidio dell’amata madre non sia stato vano.

Tanti i volti intorno all’albero mentre il sindaco ed il marito della donna scoprivano la targa: alcuni amici, conosciuti, un sostegno per coloro che hanno subito questa grande perdita. Molti i passanti, i frequentatori della piazza che, inondati dall’atmosfera di solennità, hanno partecipato all’evento e che hanno così conosciuto più da vicino una storia magari ascoltata nell’edizione serale di qualche telegiornale, letta nelle righe ansiose di facili click di qualche giornalista e che non immaginavano potesse essere così vicina alla propria esistenza, così tangibile, fatta di persone reali e non attori di un teatrino mediatico, così ricca di coraggio, di decoro, di legami tra uomini e donne che hanno affrontato una tempesta e che lottano, con grande altruismo, per un mondo meno crudele.

 

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