Centrodestra. Salvini: “in tutta Italia, siamo Lega”

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Dopo tre anni di gestazione al Sud con il movimento “Noi con Salvini”, arrivano le Politiche 2018 in cui Matteo Salvini darà le carte, nel e del, centrodestra italiano. Accreditato da tutti come il primo movimento dell’area, era chiaro che l’unica pecca per dare risalto al progetto Nazionale, fosse nello Statuto del partito.

Statuto che, ad horas, non verrà modificato, per quello ci sarebbe bisogno di un Congresso Federale, anche perché l’Articolo 1 recita ancora come obiettivo: “L’indipendenza della Padania.” Lo ricorda velenosa la minoranza interna, capitanata dall’assessore regionale lombardo Gianni Fava, ed il vecchio capo, quell’Umberto Bossi che non si arrende alla continua marginalizzazione del passato: “Salvini sta facendo una cagata pazzesca.”

Tant’è però che questa strada, è premiatissima dagli elettori e allora finalmente l’annuncio: “Secondo voi mi presento a Taranto come Lega Nord? Ormai è chiaro da mesi, nel simbolo elettorale ci sarà solo Lega. Da Nord a Sud.”

Un altro tassello importante nella metamorfosi Nazionale e federale, nel rispetto dell’autonomia dei territori, come hanno dimostrato Regione Veneto e Lombardia col loro Referendum, collima perfettamente in un quadro di respiro globale, che includa l’Italia intera nelle battaglie sovraniste, fiscali, ed identitarie.

Infatti il mix vincente della nuova Lega ridisegna tutti i cardini del navigatore politico del Paese, dalla cancellazione della Legge Fornero, dal superamento della Legge Merlin, alla rivoluzione fiscale della Flat Tax sino all’inasprimento del reato d’immigrazione clandestina.

E ancora, i rapporti con l’Europa, le direttive anti Made in Italy da respingere, la moneta da discutere, il vincolo di mandato per i parlamentari e così via.

Acqua in pentola ce n’è tanta, e la macchina elettorale bolle in direzione positiva. La Sicilia, dopo l’ottima performance padana, è il prossimo banco di prova decisivo. Qui Silvio Berlusconi proverà a rimarcare la sua esistenza, convinto di non volere lasciare la golden share della coalizione. Nonostante la non eleggibilità, nonostante gli 81 anni, i quattro Governi presieduti, e tutto il calvario di vita da cui presto uscirà pure un film, resta in campo.

Tornando in casa Carroccio, un’altra storica decisione in salsa nuovista, è quella dell’abbandono del gruppo del Senatore Roberto Calderoli, confluito nel Misto. L’operazione, caldeggiata dallo stesso Segretario, servirà a costituire anche a livello parlamentare una nuova Lega che permetta l’introito di fondi senza la spada di Damocle del Processo di Genova, che esautora le casse di danari a causa della querelle famigliare Bossi-Belsito.

“Salvini Premier” è la sfida che lo stesso Matteo rilancia: “Siamo convinti che saremo la prima forza europea dei cosiddetti ‘populisti’ ad andare al Governo nei prossimi mesi.” Non resta che stare a guardare.

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