Cerano, ascoltati i vertici della centrale Enel in Regione su sicurezza e futuro dell’impianto

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La sostenibilità economico-ambientale della Centrale termoelettrica Federico II di Cerano, è stata oggetto dell’audizione che si è svolta nella seduta di ieri della Commissione ambiente presieduta da Mauro Vizzino, richiesta dai consiglieri del M5S Gianluca Bozzetti, Antonio Trevisi e Cristian Casili.

Ad illustrare le motivazioni che hanno spinto i consiglieri a chiedere di acquisire informazioni utili circa la sostenibilità ambientale della centrale e le prospettive di sviluppo future, è stato il consigliere Bozzetti, visti gli allarmanti dati ambientali e sanitari che si riferiscono al territorio brindisino e considerata l’opportunità di considerare tutti i fattori utili per determinare le prospettive future valutando la fattibilità della sua riconversione e considerata anche la valutazione intrapresa da parte di ENEL di un percorso di rilancio ambientale ed economico secondo il progetto Futur-E, volto alla riconversione delle centrali a carbone per offrire opportunità di crescita e innovazione.

Nel corso dell’audizione, per conto di ENEL è intervenuto il responsabile affari territoriali Donato Leone che ha relazionato sullo stato attuale di tutte le unità di produzione della centrale sottolineando che sono dotate di impianti per l’abbattimento di ossido di azoto, per l’abbattimento di anidride solforosa, precipitatori elettrostatici su due unità e filtri a maniche sulle altre due unità per l’abbattimento delle polveri.

Il dirigente di ENEL ha parlato anche di investimenti ambientali ed aspetti economici. A tal proposito ha detto che in poco più di 15 anni è stato investito circa 1 miliardo di euro per garantire i più alti standard soprattutto in termini di protezione ambientale in base alle migliori tecnologie disponibili. È stato anche ribadito che negli ultimi anni, la realizzazione di interventi di miglioramento delle tecnologie presenti nell’impianto ha consentito di traguardare benefici ambientali migliori rispetto a quanto richiesto in AIA (concentrazioni registrate ben al di sotto dei limiti imposti).

In merito all’ipotesi della riconversione a gas della centrale di Cerano, i dirigenti di ENEL hanno chiarito che non vi è alcuna possibilità che ciò avvenga, anche se l’azienda ha iniziato già da molto tempo ad investire in fonti rinnovabili, ma in riferimento all’impianto di Cerano bisogna considerare che si tratta di uno degli impianti di produzione essenziali per la sicurezza del sistema elettrico e questo significa che la produzione dell’impianto ad oggi risulta fondamentare al gestore della rete per poter esercire in sicurezza la stessa nelle diverse condizioni che si possono presentare.

Per ciò che attiene invece l’aspetto del danno sanitario, nel corso della seduta il prof. Leonardo Palombi del Dipartimento di biomedicina e prevenzione dell’Università di Tor Vergata, ha illustrato i risultati emersi dall’analisi dei dati di uno studio di coorte di Brindisi, commissionato per valutare il ruolo e l’entità dell’impatto delle emissioni industriali sulla salute pubblica e, seguendo una valutazione completa dei metodi, è risultato che le concentrazioni in aria attribuibili al comparto industriale sono molto piccole. Di conseguenza, siccome l’impatto sulla qualità dell’aria di queste sorgenti è molto ridotto, è stato detto che non esiste alcun allarme sanitario e ambientale.

Per conto del governo regionale, alla seduta ha partecipato il direttore del Dipartimento dello sviluppo economico Domenico Laforgia, il quale ha detto che ENEL non può esprimersi chiaramente sulla Strategia Energetica Nazionale e che non sarà certamente semplice spegnere la centrale di Brindisi, se non si fanno concreti investimenti ristrutturali, ma non sarà sufficiente neanche sostenere la rete solo con le fonti rinnovabili.

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Redazione
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