Comune di Bari: è finita l’era Parentopoli?

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decaro, delibera parentopoli

“C’è poco da fare, a stare all’opposizione c’è più “priscio”. Non hai la responsabilità delle scelte e non importa se il tuo emendamento anti-parentopoli sia meno restrittivo di leggi alle quali il Comune già è sottoposto. L’importante è fare un po’ di casino, sventolare due manifesti funebri, dare qualche intervista con foto ai giornali. Tanto alle cose serie devono pensare altri.

A proposito di cose serie, quello che vedete in alto è l’emendamento presentato dall’opposizione qualche giorno fa. Quella che vedete in basso è la mia disposizione, che per la prima volta, per il bando per le nomine delle aziende partecipate, recepisce il Testo Unico degli Enti Locali, la Carta di Pisa, il codice di comportamento ed il piano anticorruzione del Comune di Bari. Scoprite le differenze e poi ditemi quale dei due testi è più restrittivo. Cosi come più volte ribadito e cosi come comunicato in consiglio comunale, è mia ferma intenzione non nominare parenti degli amministratori negli enti e nelle aziende del Comune di Bari. E il prossimo che mi parla di parentopoli lo mando a quel paese, almeno fino al quarto grado di parentela“.

Così ha commento Antonio Decaro a proposito dell’assunzione all’interno degli Enti e delle aziende afferenti al Comune di Bari. Basta quindi a madri, padri, zii, cugini, nonni e nipoti: le assunzioni saranno vigilate in maniera seria e mirata in base alle competenze che gli aspiranti lavoratori devono avere per ricoprire le cariche segnalate. Nell’ormai lontano 2007, fu dichiarata la stessa cosa dall’allora Rettore Corrado Petrocelli, che prometteva di fermare l’ascesa alle cattedre universitarie ad uso e consumo dei soli “figli di.. e “nipoti di..” per lasciare invece spazio ai più meritevoli.

Questi emendamenti non devono sembrare troppo scontati in un clima di costante favoritismo che, ahinoi, è ormai costume nazional popolare in tutti gli ambiti in cui la politica muove le fila, sperando che invece, al posto dei soliti “parenti di…” non emergano adesso gli “amici di..”.

Hic sunt leones!

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Redazione
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