Consiglio Regionale: ancora un nulla di fatto. Ormai è paralisi!

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Dove eravamo rimasti? Ah si, tutto rinviato e nulla di fatto nell’Aula consiliare dove tutto si fa tranne che, per l’appunto… “consiliare”.

Per la terza volta di fila la seduta del Consiglio Regionale è stata prima sospesa e quindi rinviata a data da destinarsi perchè è venuto a mandare il numero legale.

Traduzione: la maggioranza non ha la maggioranza per garantire il regolare svolgimento dei lavori dell’assemblea elettiva regionale.

O forse, a pensar male, c’è qualcuno che non vuole che questa assemblea funzioni, per poter continuare a fare quello che si sta facendo senza nemmeno un confronto politico, dentro e fuori dalla maggioranza.

Ma, ripetiamo, questo lo si può dire soltanto a voler essere cattivi ed a pensare a male.

Di fatto ancora una volta una seduta si è conclusa (ma era mai iniziata?) con un nulla di fatto, con le scuse al pubblico del Presidente Mario Loizzo, che sa bene da politico esperto e pragmatico qual è che stanno facendo tutti quanti una figura barbina, e con il rinvio “sine die” dei provvedimenti in cantiere.

I fatti sono fatti: quattro degli ultimi cinque Consigli sono saltati per mancanza del numero legale, negli ultimi 3 in particolare non si è riusciti a discutere neanche di un punto all’ordine del giorno.

Cosa ha causato, oggi, la sospensione dei lavori?  La seduta è già partita malissimo: i lavori sono iniziati con un consistente ritardo rispetto all’ora fissata sulla comunicazione di convocazione, tanto da indurre il presidente del Consiglio a rivolgere le sue scuse al pubblico presente.

“Tocca a me chiedere scusa del ritardo – ha detto il presidente dell’assemblea – ma ci sono questioni per le quali stiamo lavorando affinché la dialettica del Consiglio regionale si svolga in un clima quanto più sereno possibile”.

Proviamo a tradurre: qui c’è qualcuno che sta litigando furiosamente per come bisogna gestire la questione delle nomine al Corecom e non vuole assolutamente che si faccia una discussione sul tema in Aula. Sarà così?

Di fatto la mancanza del numero legale è stata riscontrata sulla richiesta di inversione dell’ordine del giorno (e cosa c’era all’ordine del giorno?) che non ha raccolto i voti necessari a certificare la regolarità della seduta. Pur presenti in Aula anche alcuni gruppi di opposizione non hanno partecipato al voto, facendo venir meno il numero legale e decretando la fine della seduta.

E’ gioco facile, allora, per le opposizioni puntare l’indice su una maggioranza (possiamo definirla così?) che non riesce nemmeno a essere maggioranza in Aula.

Non ne parliamo quando bisogna scrivere, puntualizzare, evidenziare, indicare e smentire. I comunicati stampa di questo genere sono decine… centinaia ogni giorno.

Ma alla conta i numeri si sciolgono sotto il sole, come una legislatura che sta facendo una pessima figura e si sta dimostrando forse come la più ingessata e ferma della storia del Consiglio Regionale pugliese. Una situazione che ha davvero del paradossale e che dimostra quante divisioni ci sono tra i gruppi consiliari che sostengono (in teoria) la Giunta di Michele Emiliano che, dal canto suo, continua come un treno ad andare avanti avendo nel giusto conto (poco meno di zero) le istanze del Consiglio Regionale.

E cos’altro dovrebbe fare? Consegnarsi nelle fauci di chi non ha i numeri per sostenerlo? Meglio allora rinviare… fare finta di nulla, andare avanti a colpi di delibere di Giunta ed evitare, per quanto possibile, di avere bastoni tra le ruote da parte di chi è stato eletto per sostenerlo.

E le opposizioni gongolano, per quel che c’è da gongolare, trovando gioco facile nel puntare l’indice su una maggioranza anoressica e con la bombola d’ossigeno.

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