Consiglio regionale, approvata modifica composizione Corecom

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Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza, con 36 voti a favore ed il voto contrario del Movimento 5 Stelle (7 voti contrari), la proposta di legge a firma dei Consiglieri Campo, Pellegrino, De Leonardis, Zinni, Pendinelli, Marmo, Abaterusso e Zullo, recante “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 28 febbraio 2000, n. 3 Istituzione, organizzazione e funzionamento del Comitato Regionale per Comunicazioni”.

Una legge “lampo”, licenziata dall’assise regionale in dieci giorni.

Il provvedimento riporta a cinque il numero dei componenti il Comitato, che sono eletti dal Consiglio regionale, a votazione segreta, con voto limitato a due nomi. In caso di parità, risulta eletto il più anziano di età. I componenti del Comitato restano in carica cinque anni a decorrere dalla data di insediamento dell’intero Comitato, per un solo mandato, unico e non rinnovabile, ed esercitano le proprie funzioni fino all’insediamento del Comitato subentrante.

Prevista inoltre una norma transitoria per adeguare la composizione del Comitato eletto nella X Legislatura alle nuove disposizioni, integrata con l’elezione di due componenti espressione delle minoranze, specificando che l’aumento del numero dei componenti non comporta maggiori spese per il Consiglio regionale.

Ampio il dibattito in Aula, nel corso del quale il Movimento 5 stelle ha ribadito la propria contrarietà alla “modifica della legge in corso d’opera, motivata unicamente dal fatto che il risultato delle elezioni non sia stato soddisfacente per una parte del Consiglio”.

Dura la posizione del consigliere regionale Mino Borraccino (fuori dall’aula insieme ad altri esponenti delle minoranze al momento del voto), che sin dall’inizio ha avversato il provvedimento, contestando all’Ufficio di presidenza del Consiglio per aver assegnato la proposta alla VII commissione e non alla II, di cui lui è presidente, “difformemente dal percorso con cui sono stati individuati i candidati e con cui nel 2000, con la legge n. 3, è stato istituito il Corecom e nel 2012, con la legge n. 14, ne è stata modificata la composizione”.

Ancora una volta si è sfiorata la sospensione per mancanza del numero legale e su questo aspetto sono i consiglieri di Direzione Italia a puntare l’indice verso i banchi della maggioranza.

“Se oggi il Consiglio regionale non si è sciolto per mancanza del numero legale è solo grazie all’opposizione che è rimasta in aula mentre i banchi della maggioranza regalavano l’ormai solito spettacolo della desolata assenza di colleghi”.

Così Ignazio Zullo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola in un comunicato congiunto.

“Non siamo, né vogliamo essere, la stampella di un centrosinistra che ha evidenti problemi interni e molti altri se ne aggiungeranno mano a mano che si avvicinano le elezioni Politiche. Ma un senso di responsabilità verso i pugliesi ci ha spinto a restare in aula perché fossero approvati disegni di legge che erano già passati al vaglio delle Commissioni. Ma è chiaro che questa situazione non potrà continuare a lungo, per questo invitiamo il presidente Emiliano a una seria verifica della maggioranza. Certo saremmo lieti se avvenisse in Consiglio regionale, ma nel caso contrario scelga lui le stanze e verifichi se la sua maggioranza è ancora in grado di poter sostenere la sua Amministrazione. Lo faccia nel suo interesse, ma soprattutto per i pugliesi che hanno il diritto ad aver un governo regionale legittimato dalla sua maggioranza”.

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