Consiglio Regionale, due giorni di seduta. Proclamati gli eletti nel Corecom Puglia

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Ripresa quest’oggi l’attività legislativa del Consiglio Regionale. Ad avviare i lavori è stato il presidente Mario Loizzo per una due giorni che si presenta ricca di ordini del giorno e molto complessa dal punto di vista politico, soprattutto con il nodo Corecom in primo piano.

E proprio da qui si è ripartiti. In sede di Conferenza, i Capigruppo hanno raggiunto l’intesa di concludere le procedure per l’elezione dei componenti del Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM), pertanto il presidente ha comunicato all’Aula l’esito dell’elezione avvenuta il 3 ottobre: Felice Blasi con 26 voti, Lorena Saracino con 22, Marigea Cirillo, 17. Primo dei non eletti, Franco Di Chio, con 16 voti.

Una ratifica dovuta, ma non priva di polemiche, che apre adesso uno scenario tutto da verificare in quanto a correttezza istituzionale e procedimentale. Il secondo punto all’ordine del giorno, infatti, riguarda la proposta di “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 28 febbraio 2000, n. 3 (Istituzione, organizzazione e funzionamento del Comitato Regionale per Comunicazioni (CO.RE.COM.) a firma Campo, Pellegrino P., De Leonardis, Zinni, Pendinelli, Marmo N., Abaterusso e Zullo.

Una legge che se approvata allargherà a cinque il numero dei componenti il Corecom consentendo, di fatto, si superare le lamentele delle opposizioni circa l’assenza di un proprio rappresentante in seno al Comitato Regionale per le Comunicazioni e troverà spazio anche la conferma, di dubbia legittimità per aver già ricoperto l’incarico, dell’attuale presidente Corecom Felice Blasi, fortemente voluto da Michele Emiliano, sul cui nome si sono accese roventi polemiche tanto da arrivare per quattro volte nelle ultime cinque sedute del Consiglio regionale al rinvio per mancanza del numero legale.

Prima di entrare nel merito dell’ordine del giorno il Consiglio ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria dell’ex consigliere regionale, deputato e sindaco di Carovigno, Mimmo Mele, scomparso lo scorso 7 ottobre a seguito di una ischemia cerebrale che non gli ha impedito di compiere un gesto di solidarietà di alto valore civico e umano attraverso la donazione degli organi.

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