Consorzi di bonifica: commissione d’inchiesta in stand-by. Serve più tempo

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Che i consorzi di bonifica pugliesi fossero un vero e proprio ginepraio era facile intuirlo anche per i non esperti. Anni di gestione in rosso, lavoratori senza stipendio, cartelle pazze inviate agli agricoltori di tutta la Puglia, una continua emorragia finanziaria, burocrazia galoppante, commissari e controcommissari… e quando, con la misura colma, la Regione Puglia ha voluto vederci chiaro, arrivano le risposte negative di alcuni settori dell’amministrazione regionale (sezioni Bilancio, Ragioneria, Agricoltura e Lavoro) che non riescono a dare le risposte cercate. Troppo poco personale, troppo oberato di lavoro, troppe ed importanti scadenze, troppe complesse le questioni sui Consorzi.

E così ai Commissari non resta che prendere tempo e chiedere la collaborazione di un pool di esperti esterni alla Regione (pagati) per fare il punto della situazione su di un Ente che negli ultimi anni ha dato ampia dimostrazione della sua scarsa utilità.

“Siamo nelle condizioni – ha spiegato Stea – di dover richiedere al Presidente del Consiglio una dotazione finanziaria, per richiedere la collaborazione di tecnici e professionisti qualificati dell’Università di Bari, per un’analisi esaustiva e una lettura completa dei bilanci e della documentazione pervenuta, con risposte a tutti i quesiti posti dai commissari”.

La Commissione di indagine sulla gestione dei Consorzi di bonifica, presieduta da Giovanni Stea, ha preso atto delle comunicazioni pervenute dalle sezioni regionali (Bilancio e Ragioneria, Agricoltura e Lavoro), precedentemente incaricate di approfondire le problematiche gestionali dei stessi consorzi nel decennio 2005-2015, di non poter adempiere per via del  personale  insufficiente, considerata la mole e la complessità del materiale pervenuto.

“Ciò ha indotto la commissione – ha detto il presidente Stea – a decidere per una richiesta alla Presidenza del Consiglio regionale per una dotazione finanziaria che consenta la costituzione di un poule di esperti in grado in tempi congrui di porre in essere una relazione tecnico giuridico contabile”.

“Nel contempo – ha aggiunto il presidente – la commissione ha preso atto della disponibilità offerta dal gruppo M5S per mettere a punto in tempi brevi una prima relazione, senza la necessità del ricorso all’esterno. Il consigliere Marco Galante ha garantito una risposta in merito entro fine settimana”. “In caso negativo o se la relazione del M5S dovesse rivelarsi insufficiente  o lacunosa – ha concluso Stea – si procederà speditamente con la richiesta alla Presidenza del Consiglio regionale”.

A questo punto però, sottolinea Francesca Franzoso, consigliere di Forza Italia, è meglio sciogliere la Commissione.

“A monte della paralisi dei lavori dei commissari – ha sottolineato la Franzoso – c’è la indisponibilità per la mole di lavoro e i problemi di carenza del personale, dichiarata delle sezioni Bilancio, Ragioneria, Agricoltura e Lavoro della  Regione, a fornire risposte tecniche adeguate alle richieste della commissione. In assenza del supporto tecnico delle varie strutture regionali interpellate, è ovvio che il lavoro dei commissari, per proseguire, necessita di essere affiancato da un pool di esperti in grado di redigere un rendiconto tecnico -giuridico sui bilanci dei consorzi”.

“Da una prima sommaria lettura dei bilanci degli ultimi dieci anni  – ha aggiunto la consigliera regionale-  emerge la necessità di approntare una attenta verifica inerente la gestione dei residui in entrata e in uscita. Ed è soltanto un esempio. Per  leggere tutti questi dati contabili servono professionisti  altamente qualificati, non a titolo gratuito, che solo il Consiglio può autorizzare, con relativa copertura di spesa”.

Da qui la proposta di Franzoso: “considerata la sostanziale paralisi, senza un sostegno del lavoro ispettivo, propongo di sciogliere la commissione di indagine sui consorzi di bonifica,  nell’attesa che  il consiglio regionale decida come e se andare avanti”.

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