Mazzette per aggiustare sentenze tributarie: 13 arresti tra Bari e Foggia

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Guardia di Finanza evasione fiscale

Oltre settanta militari della Guardia di Finanza appartenenti al Nucleo di polizia tributaria Bari hanno eseguito questa mattina, a Bari, Foggia, Cerignola, Vieste ed Ischitella 13 ordinanze di misure cautelari su disposizione del gip del Tribunale di Foggia.

I reati contestati, corruzione, falso e truffa, riguardano l’attività delle Commissioni Tributarie.

Le misure sono state adottate a conclusione dell’operazione chiamata “Giustizia privata – De repetundis” con la quale è stata fatta luce sul ruolo di alcuni segretari delle Commissioni Tributarie di Foggia che hanno avuto un ruolo centrale e decisivo in molti casi di controversia tributaria.

Corruzione in cambio di imposte, o per chiudere un occhio sui procedimenti in corso, o ancora, per aggiustare delle sentenze in senso più favorevole nei confronti dei contribuenti. In cambio di denari e regalie, secondo quanto è emerso dalle indagini, alcuni funzionari delle Commissioni Tributarie indirizzavano le cause su giudici compiacenti. In altri casi venivano emesse sentenze favorevoli al contribuente in difetto. In altri casi ancora la sentenza di fatto veniva scritta dall’avvocato di parte o da funzionari corrotti, lasciando al giudice soltanto il compito di firmarla e vidimarla in cambio di denaro con mazzette che arrivavano anche ai 1000 euro per sentenza.

In un caso è stato accertato che un libero professionista foggiano avesse a libro paga un funzionario tributario, a cui versava mensilmente 400 euro.

Le Fiamme Gialle hanno accertato un ammontare complessivo di circa 60mila euro come controvalore della corruzione, per decine e decine di casi adesso al vaglio degli inquirenti e della magistratura per accertare altre responsabilità di professionisti e contribuenti.

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