Lavoro, turismo e cultura? Sono termini ancora lontani

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Cultura, biblioteche, luoghi di aggregazione mostre d’arte e turismo, così slegati ci dicono poco. Se ci aggiungiamo enogastronomia, mare e sagre, però, abbiamo fatto un piccolo identikit della nostra Puglia.

Come sempre, il cavallo di battaglia dell’assessore regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo, Silvia Godelli, è quello del famoso brand Puglia, una sorta di maxi contenitore dove sono inserite le categorie più disparate che fanno gola a operatori turistici e culturali. Ma alla luce dei recenti dibattiti, volti a rivoluzionare necessariamente le politiche formative perseguite soprattutto dalla città di Bari nell’ultimo periodo, sembra quanto mai necessario interrogarsi su un aspetto fondamentale che da sempre, con fatica, è la benzina essenziale della regione: l’occupazione, precaria e carente, nel settore turistico e culturale.

Nel parlare di un riassetto delle biblioteche, come spiega la Godelli, c’è la possibilità di dare un margine di respiro alle assunzioni grazie ai fondi, limitati ma presenti, di cui disponiamo. Certo, a Bari esiste un indirizzo di studi (magistrale in Lettere in Beni Archivistici e Librari) da cui emergono delle professionalità specifiche che, al momento non sono impiegate e dato l’ingente numero di laureati a fronte della forza lavoro necessaria, queste cifre non saranno coperte. Idem per quanto riguarda i Beni Culturali, che devono essere presi in carico dai Comuni di riferimento e che devono provvedere in prima linea all’assorbimento di personale, attualmente fermo e in standby ancora per chissà quanto. Sul futuro, poi, si è molto incerti, data la scadenza del mandato nel 2015 e l’assessore confessa che si affida alle buone intenzioni delle prossime politiche amministrative perché si attivino nuove possibilità lavorative in questo difficile campo.

Eppure, in una Regione che ogni anno detiene il record di presenze a livello turistico, sembra quasi impensabile che numerosi studenti che hanno pensato di investire il proprio futuro proprio in questo settore, siano costretti a partire per non rischiare di mettere a frutto le proprie professionalità.

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Redazione
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