A colloquio nel Sert: dall’eroina non si guarisce!

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Abbiamo incontrato il responsabile del Sert (Servizi per le Tossicodipendenze) di Bari dottor Antonio Taranto, psichiatra, che ci ha accolto con  grande cortesia per tornare a parlare della dipendenza dall’eroina.

L’eroina è una droga illegale che dà assuefazione. E’ l’oppiaceo più diffuso ed è quello che agisce più rapidamente. L’eroina è ricavata dalla morfina, una sostanza naturale estratta dal guscio dei semi di alcune varietà di piante di papavero. Generalmente venduta sotto forma di polvere bianca, l’eroina pura venduta per strada è comunque “tagliata” con altre droghe  o altri veleni. Il problema è che chi fa uso di eroina, non conoscendo la reale potenza della droga, o il suo reale contenuto, può correre il rischio di overdose e morte. Ecco perché abbiamo voluto saperne di più.

Sono numerose le dipendenze da eroina a Bari?

“Anche se le morti per overdose a Bari sono in diminuzione, resta comunque alta la percentuale di pazienti per dipendenza da oppiacei in cura presso questa struttura” – esordisce lo psichiatra.

Quanti pazienti attualmente sono in cura da voi?

“Al momento sono 370 i pazienti in cura. Questo significa che almeno un migliaio di tossicodipendenti sono presenti nel nostro territorio, ma col sistema ‘cattura di cattura’ è solo 1/3 che ha abboccato alla ‘rete del cardellino’. Un’altra buona parte di tossicodipendenti viene adescata da retate della polizia per poi essere accolta dall’unità operativa in carcere”.

Quanti si sottopongono spontaneamente ai vostri programmi trattamentali?

“Quasi tutti. Le famiglie sono poco collaborative”.

Quanto tempo restano in cura?

“Dai 6 agli 8 anni. Il tempo che passa dal primo approccio alla consapevolezza della nocività della droga, al primo approccio di cura”.

Sociologicamente, in quale anno si assiste al boom della droga?

“La droga ha avuto la sua esplosione negli anni ’70 in coincidenza con l’evoluzione sociale da famiglie monoreddito a bireddito. Non c’era più nessuno che guardava i propri figli, lasciati al pure divertimento notturno, e per soccombere alla mancata presenza giornaliera dei genitori, davano loro abbastanza soldini per potersi divertire di notte”.

Ci sono dei gradi di assunzione dell’eroina?

“E’ sempre complessa, proprio come l’estrazione di un dente a 3 radici, la prima farmacologica, la seconda psicologica, la terza sociale. E’ come giocare ad una lotteria istantanea ogni volta. Non è come un giocatore di poker che va a spendere soldi una sera. Il ragazzino che va alla macchinetta dei videopoker e gioca ogni 5 minuti, questa sì che è una patologia!”

Ma che sensazione si prova con l’assunzione di eroina per la prima volta? E dopo esserne diventati dipendenti?

“E’ come fare l’amore con la propria moglie dopo 6 mesi di astinenza. Poi una volta diventati dipendenti, invece, non si è più interessati a nessuna fonte di piacere, neppure al sesso. I tossici per l’appunto non fanno sesso. E’ una dipendenza prima psicologica e poi chimica.”

Questi effetti possono derivare solo dall’assunzione di eroina?

“No, il cervello umano produce in modo naturale l’endorfina, una sostanza che provoca la sensazione del piacere con una portata più ampia rispetto a quella prodotta dalla morfina e dal metadone, medicinali che vengono utilizzati, infatti, per la cura dalla tossicodipendenza. Quando poi si ha l’assuefazione, i tossici non fanno altro che aumentare il consumo e la dose di eroina in modo incontrollato. Per questo possono incorrere nell’overdose.

In che modo vengono curati i dipendenti da eroina?

“E’ sicuramente preferibile una cura di gruppo a quella individuale perché il gruppo nella mente del paziente rappresenta un’altra persona, estranea, quindi riesce ad esprimersi meglio e a parlarne. La prima fase consiste nella somministrazione a dosi di metadone, da parte di medici competenti, per attenuare gli effetti dell’astinenza da eroina. La seconda fase è chiamata ‘transfer’, quando cioè il paziente si innamora del medico e si concede alla cura. Il tutto sfocia nella terza ed ultima fase detta ‘di rabbia’ quando tocca al medico dire al paziente che non può innamorarsi di un medico e che deve innamorarsi della vita vera. Quindi la trasposizione da un luogo all’altro.”

Dottore si può guarire dalla dipendenza di eroina?

“L’eroina è una malattia cronica recidivante purtroppo. Non si può guarire! Le remissioni sono del 30%. Sono fiducioso e speranzoso però, i test finali che proponiamo ai nostri pazienti sono dell’85% positivi. E questo è già un ottimo risultato.”

Prodotta dalla Bayer nel 1898, battezzata eroina dal tedesco “heroisch” che vuol dire forte, potente,  in circolazione già dall’epoca conosciuta come “medicina di Dio”, l’eroina ha portato alla dipendenza sino ad oggi milioni di persone, ed è responsabile della morte di centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo.

Un costo sociale enorme per la società, chiamata a curare, supportare ed aiutare tantissimi, ragazzi e non. Molto meglio non iniziare nemmeno questo viaggio spesso senza fine e garanzia sicura di sofferenza e lacrime.

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