Dario Stefàno, le mani avanti

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Le cose buone hanno bisogno di tempo, basta intraprendere una strada e perseverare. A margine della presentazione presso la Feltrinelli di Bari del pamphlet di Leonardo Palmisano “Nessuno tocchi la Puglia Migliore”, Dario Stefàno mette a fuoco i 10 anni della gestione Vendola e rilancia,nel segno della continuità con il recente passato, la sua candidatura per le Primarie di coalizione del prossimo 30 novembre: la Primavera pugliese non ha ancora esaurito i suoi benefici effetti, anzi, “ad oggi siamo in piena estate”.

Continuità che secondo Stefàno deve andare a braccetto con le scelte del Governo nazionale. “Negli ultimi 10 anni abbiamo affrontato una tappa dolomitica – commenta il senatore – nonostante i governi che si sono succeduti ci abbiano quasi sempre soffiato contro. Le possibilità di crescita nei settori dove ancora oggi si manifestano criticità sono minacciate dallo spettro delle riforme strutturali in cantiere in Parlamento – continua Stefàno – Ci si avvia verso un neo-centralismo statale che potrebbe lasciarci pochi margini di manovra su ambiti cruciali come ambiente, energia e salute”.

Il lavoro del sociologo barese strizza l’occhio al “risveglio pugliese dell’ultimo decennio”. La prima campagna elettorale vinta da Nichi Vendola ha segnato “lo spartiacque fra una fase oscurantista delle politiche regionali ed una decisa azione di cambiamento, attuato dai protagonisti della Puglia migliore”: il cuore della new wave pugliese, secondo Palmisano, sta nel valore portato dalle persone, imprescindibile tassello da cui il prossimo governatore dovrà necessariamente ripartire.

Sulla scia del lavoro di Palmisano si inserisce l’orgoglio con cui il senatore Stefàno difende il lavoro svolto negli ultimi 10 anni. “Non a caso il centrosinistra pugliese è in vantaggio in tutti i sondaggi sulle prossime regionali – dichiara Stefàno – Perché gli altri candidati alle Primarie promuovono la discontinuità con quanto sinora di buono è stato fatto?”. Nell’elencare i risultati positivi, Stefàno si lascia coadiuvare dai numeri: flusso turistico in costante crescendo, in controtendenza nazionale, destagionalizzazione della presenza dei turisti, esportazioni in aumento nonostante lo spegnimento di alcuni forni dell’Ilva di Taranto, rinascita del settore agroalimentare, con una Puglia che ha smesso di scimmiottare i miti della nouvelle cousine per riabbracciare la propria tradizione.

Le lacune, però, continuano ad essere vistore, anche nella Puglia migliore. Su salute e ambiente la Puglia ha ancora un gap da recuperare. Come? Stefàno non ha dubbi: “Bisogna salvaguardare gli aspetti positivi per migliorare anche in quei settori dove abbiamo ereditato situazioni catastrofiche, da terzo mondo”.

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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