Consorzi di bonifica, la Puglia si prepara al cambiamento

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Per i consorzi di bonifica pugliesi è in arrivo una vera e propria rivoluzione. E forse è anche in ritardo, vista la situazione in cui versano gli Enti regionali. Da tempo, infatti, si discute sul futuro e sul ruolo di un Ente che rischia di trasformarsi (ed in Puglia lo ha fatto ormai da tempo) in un carrozzone inutile che per gli utenti finali, gli agricoltori della regione, rappresenta soltanto un costo da sostenere.

si cambia. L’assessore regionale all’agricoltura, Leonardo Di Gioia, ha relazionato nella IV commissione consiliare in merito al disegno di legge sulle “Norme straordinarie in materia di consorzi di bonifica commissariati”.

“L’elemento base del provvedimento – ha premesso l’assessore – è costituito dall’esigenza di rivitalizzare il comparto della bonifica che è indispensabile non solo per l’agricoltura, ma anche per la difesa del suolo che l’amministrazione ritiene strategica. Non a caso il Piano per la Puglia recentemente firmato prevede un finanziamento di 110 milioni per l’attività di bonifica”. “Gran parte del disavanzo accumulato – ha aggiunto Di Gioia – deriva dalle modalità di approvvigionamento e vendita dell’acqua per uso agricolo. Il disegno di legge pone una distinzione chiara tra l’attività di bonifica e quella di irrigazione, rappresenta il punto di migliore equilibrio e non è una proposta blindata”.

Il provvedimento prevede in sintesi l’accorpamento dei 4 consorzi commissariati in un unico consorzio; la rinegoziazione del debito consolidato degli stessi ed il passaggio del debito ristrutturato sul nuovo consorzio unico; lo sdoppiamento delle 4 funzioni consortili in 2 macro aree gestionali: una per la gestione della bonifica e una per la gestione delle funzioni collegate all’acqua (irrigazione, acquedotti rurali e dighe).

In particolare per assicurare la gestione unitaria delle funzioni collegate all’acqua è prevista la costituzione di una nuova Agenzia regionale (ARAIA Agenzia regionale per l’acqua in agricoltura), nella quale trasferire le tre funzioni collegate alla gestione dell’acqua, degli impianti irrigui e degli acquedotti rurali con il relativo personale. All’ARAIA sarà trasferita anche la gestione dei pozzi curati dall’ARIF, degli impianti irrigui con relativo personale nonché dei pozzi privati, dati in concessione regionale, al fine di monitorarli, controllarne lo sfruttamento e regolarne l’imposizione. Infine è previsto il coinvolgimento di AQP che indirizzerà le priorità e le attività, proponendo alla Regione la miglior pianificazione della risorsa idrica, la programmazione degli investimenti e l’ottimizzazione delle attività di gestione.

Il presidente della IV commissione Donato Pentassuglia ha precisato che i lavori al riguardo riprenderanno il 26 settembre prossimo con le integrazioni relative alle risultanze del lavoro in corso della commissione d’inchiesta sui consorzi di bonifica, cui faranno seguito le audizioni con le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, l’Ente Irrigazione e l’Autorità di bacino. “L’obiettivo – ha precisato il presidente – è quello di arrivare a fine ottobre con una proposta definita da sottoporre al Consiglio regionale, in modo da raccordarla anche alla sessione di bilancio di fine anno”.

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