Decreto fiscale, ecco le misure previste per il 2017

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I sei punti chiave del cosiddetto “decreto fiscale” (Dl 193/2016) collegato alla Legge di Stabilità 2017 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre, quindi già in vigore spaziano dalla rottamazione delle cartelle esattoriali alla voluntary disclosure bis, comprendono la riforma di Equitalia e gli obblighi IVA, ma anche uno scorcio sulla dichiarazione integrativa ed il Fondo per le PMI.

Le misure in effetti paiono godere di ampio respiro. Vediamo una breve panoramica:
• mini-condono sui costi accessori delle cartelle esattoriali;
• riapertura dei termini per l’emersione volontaria dei capitali illegalmente detenuti;
• soppressione-trasformazione della figura dell’Agente della Riscossione;
• stretta sulle comunicazioni trimestrali IVA;
• dilazione della scadenza per la dichiarazione dei redditi integrativa;
• rifinanziamento del Fondo di Garanzia per le PMI.

Rottamazione cartelle

È possibile mettersi in regola con le cartelle esattoriali (definizione agevolata) emesse dal 2000 al 2015 relative a imposte dirette (IRPEF, IRES, IRAP…), contributi (INPS, INAIL), IVA e solo in parte relative a multe stradali. Si paga interamente la tassa evasa, mentre si “rottamano” sanzioni, interessi di mora e somme aggiuntive relative alla riscossione; per le violazioni al codice della strada lo sconto riguarda solo gli interessi. Il contribuente deve aderire alla procedura entro il 21 gennaio 2017 (ovvero 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto), utilizzando la modulistica che Equitalia è tenuta a pubblicare sul suo sito entro i prossimi 15 giorni (7 novembre). È possibile scegliere il pagamento rateale, fino a un massimo di quattro rate (la terza non oltre il 15 dicembre 2017, la quarta entro il 15 marzo 2018). Sarà l’Agente incaricato della riscossione a comunicare ai contribuenti la somma dovuta e l’importo delle eventuali rate.

Attenzione però, perché non tutte le cartelle fiscali possono essere rottamate.
I ruoli esclusi dal mini-condono sono:
a) le risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b), della decisione 94/728/CE, Euratom del Consiglio, del 31 ottobre 1994, come riformato dalla decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
b) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 14 del regolamento CE n. 659/1999;
c) i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
d) le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
e) le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada (agevolazione solo sugli interessi, compresi quelli di cui all’articolo 27, comma 6, legge 689/81, ndr)

Addio a Equitalia

Le società del gruppo Equitalia sono sciolte entro il primo luglio 2017 e l’esercizio delle funzioni di riscossione passano all’Agenzia delle Entrate, all’interno della quale si forma uno specifico ente pubblico economico, denominato Agenzia delle entrate-Riscossione, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Economia, presieduto dal direttore dell’Agenzia delle Entrate. Il personale di Equitalia viene ricollocato presso l’Agenzia delle Entrate o altra amministrazione pubblica. Dal 2017 l’Agenzia delle Entrate può utilizzare banche dati anche ai fini della riscossione, accedendo anche direttamente in via telematica alle banche dati INPS.

Voluntary disclosure

Si riaprono i termini della procedura di emersione volontaria dei capitali, che riguarda (come nel 2015) sia le somme detenute all’estero sia quelle non dichiarate e detenute in Italia. La procedura è riaperta fino al 31 luglio 2017 (c’è tempo fino al successivo 30 settembre per integrare la documentazione).
Non possono aderire i contribuenti che hanno giù utilizzato la voluntary 2015.
Sono sanabili le violazioni commesse entro il 30 settembre 2016.
C’è il condono penale sui reati fiscali connessi all’evasione (negli stessi termini già previsti dalla prima procedura di emersione volontaria). Il contribuente che aderisce alla procedura deve versare il dovuto (oppure, se sceglie il pagamento in tre rate, la prima rata) entro il 30 settembre 2017.
In generale i termini della voluntary disclosure bis sono molto simili a quelli già previsti dall’analoga misura di due anni fa. Si pagano interamente le tasse evase, mentre c’è uno sconto sulle sanzioni (che cambia a seconda del paese di provenienza). C’è anche la possibilità di sanare posizioni relative a capitali non dichiarati e detenuti in Italia. Non c’è il forfait al 35% che, in una prima versione del testo, consentiva di regolarizzare eventuali somme in contanti o in valori al portatore. Di fatto, quindi, una mini sanatoria (il forfait al posto dell’imposizione fiscale progressiva), su cui si registra una retromarcia, avvenuta negli ultimissimi giorni: si pagheranno normalmente le tasse
Se i valori sono in una cassetta di sicurezza, questa va aperta davanti a un notaio.
Chi aderisce alla procedura di emersione tramite voluntary bis effettuerà il calcolo da sé del dovuto e verserà imposte evase e sanzioni, in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2017 oppure in 3 rate mensili (la prima entro settembre). Attenzione: chi versa meno del dovuto subirà una maggiorazione (10% se la differenza supera tale percentuale e riguarda redditi soggetti a ritenuta d’imposta o imposta sostitutiva; 30% negli altri casi se la differenza supera tale percentuale; 3% se la differenza è inferiore alle due percentuali. Chi versa di più avrà rimborso o fruirà della compensazione.

IVA

Obbligo di comunicare trimestralmente le operazioni rilevanti ai fini IVA, comprese le bollette doganali. La scadenza trimestrale è l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, quindi la comunicazione relativa all’ultimo trimestre va effettuata entro la fine di febbraio.

Dichiarazioni

Il contribuente che deve effettuare dichiarazione dei redditi integrativa ha tempo fino al quinto anno successivo (e non più fino alla scadenza delle dichiarazione successiva). L’eventuale credito può essere utilizzato in compensazione.

Fondo PMI

C’è un miliardo di euro in più per il Fondo PMI: 895 milioni di euro per l’anno 2016, ulteriori 100 milioni a valere sugli stanziamenti del programma operativo nazionale “Imprese e competitività 2014-2020″ a titolarità del ministero dello Sviluppo economico. Ci sono poi 30 mln di euro nel 2016 per l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, per favorire l’accesso al credito delle imprese del settore.
Il decreto prevede infine una serie di misure per il finanziamento di esigenze indifferibili: fondo occupazione, missioni militari, investimento FS, trasporto regionale, accoglienza, tax credit cinema.

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