Domenica si eleggono consigli provinciali e Città Metropolitana. M5S all’attacco della legge Delrio

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Dopo le elezioni di 15 giorni fa a Taranto e provincia, adesso tocca alla Città Metropolitana di Bari ed alle 5 province. Si tratta di elezioni con sistema di secondo livello per i Presidenti di Provincia e i Consigli provinciali delle 5 province pugliesi interessate e per il Consiglio metropolitano della Città metropolitana di Bari. Saranno dunque i Sindaci ad assumere la guida delle nuove Province, portando a compimento una prima parte della riforma prevista dalla legge 56/14, quella che introduce in Italia il voto di secondo livello, un modello innovativo di governo.

Ad assumere la carica di sindaco metropolitano sarà quindi di diritto il sindaco del Comune capoluogo di Bari, mentre ad essere eletti saranno i Consiglieri metropolitani, votati tra i Sindaci e i Consiglieri in carica dei Comuni della Provincia ed eletti dai Sindaci e i Consiglieri dei comuni della provincia.

Anche in questo caso, gli eletti saranno votati tra i Sindaci e i Consiglieri comunali in carica, nonché, limitatamente alle prime elezioni, tra i Consiglieri provinciali uscenti. Ad eleggerli saranno i Sindaci e i Consiglieri dei comuni di ogni provincia. Il Presidente della Provincia resterà in carica 4 anni, mentre il Consiglio provinciale si rinnoverà ogni 2 anni.

Con riferimento alla Città Metropolitana di Bari, però, M5S non ci sta, e denuncia la riforma Delrio rea, secondo i parlamentari pugliesi del Movimenti di Beppe Grillo, di “cancellare l’opposizione della Città Metropolitana”.

“Il partito di Renzi è così democratico che approva una legge per eliminare le opposizioni”. È questa l’accusa dei parlamentari pugliesi del Movimento 5 Stelle a pochi giorni dall’elezione, tutta interna a sindaci, consiglieri comunali e provinciali della Terra di Bari. “La linea politica del Pd è chiara: dietro la bandiera della semplificazione, c’è invece la voglia di ridurre il panorama politico a due sole forze politiche, una delle quali, Forza Italia, in completo disfacimento”.

Il combinato disposto della riforma del Senato, della legge elettorale e della legge Delrio su province e città metropolitane ridurrebbe, infatti, la rappresentanza delle opposizioni. “Ne facciamo una questione di principio e di democrazia: Renzi e il Pd

pensano di far fuori le opposizioni con una legge ordinaria – dichiarano i deputati Giuseppe D’Ambrosio, Giuseppe Brescia, Francesco Cariello, Giuseppe L’Abbate, Emanuele Scagliusi, Diego De Lorenzis ed i senatori Lello Ciampolillo, Barbara Lezzi, Maurizio Buccarella e Daniela Donno – Quando a Bari si deciderà di elezione diretta, quando si scriverà lo statuto, quando si decideràdel futuro della mobilità, delle tasse, dell’edilizia scolastica, che ne sarà della voce di migliaia di pugliesi che non potranno votare M5S alla città metropolitana di Bari?”

Ma non è forse un po’ troppo tardi per protestare, a due giorni dall’apertura delle urne? Soltanto ora se ne sono accorti i deputati pugliesi grillini di una riforma, a dir loro, di parte?

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Redazione
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