Don Tonino Bello, una canzone per tramandare il suo operato alle nuove generazioni

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Il prossimo 20 aprile papa Bergoglio sarà a Molfetta, in occasione dei venticinque anni dalla scomparsa di don Tonino Bello, terziario francescano e Vescovo amato dai fedeli per il suo modo di essere vicino a tutti e attento ai problemi, impegnandosi nella risoluzione degli stessi, per il quale è già in corso il processo di canonizzazione.

L’intensa vita del sacerdote, salito in cielo all’età di cinquantotto anni, è stata raccontata in pochi minuti dal capursese Antonio Carbonara, giornalista e docente di religione cattolica, nel brano musicale dal titolo “Don Tonino”, da lui scritto, eseguito e pubblicato ad aprile 2013. “L’intento di questo mio lavoro – spiega Carbonara – è stato quello di tramandare alle nuove generazioni che vogliono guardare al futuro con uno spirito di solidarietà e di amore verso gli altri, l’operato di Don Tonino Bello”.

Il testo ricorda i punti nodali della vita di don Tonino Bello, la sua sofferenza, attraverso le parole “quell’uomo della croce che ha saputo con sé portare ogni sorta di dolore” e la sua vicinanza agli ultimi – “persegue il suo destino di essere vicino ai limiti del mondo”. Oltre a il suo impegno per la pace che lo portò nel 1992 nella Sarajevo assediata dai serbi, e il suo concetto di fede cristiana e del ruolo della Chiesa, con l’espressione “chiesa del grembiule”, coniata da don Tonino per sottolineare la necessità della Chiesa di farsi umile e agire  direttamente sulle cause dell’emarginazione, ripetuta nel ritornello.

Il brano su don Tonino Bello è stato realizzato e arrangiato presso “Bobo studios” di Capurso, con il musicista Giuseppe Bolognini che ha curato gli arrangiamenti. Alle parole, che ricordano l’operato del vescovo, sono state affiancate sonorità moderne con l’utilizzo di strumenti quali chitarre, basso, batteria e tastiere.

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Redazione
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