Doppia preferenza, Pastore: “Legge va definita in Commissione”

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Franco Pastore, Gruppo Misto-Psi, ne è certo. Non ci sarà la replica di quanto è accaduto l’anno scorso, quando il Consiglio regionale, clamorosamente ed a scrutinio segreto, bocciò la proposta di legge di iniziativa popolare sulla doppia preferenza e sulla parità di genere.

Questa volta, secondo Pastore, sarà la Commissione a preparare un testo condiviso e non ci saranno sorprese in Aula.

“Come dare torto alle esponenti della Consulta femminile regionale e del comitato promotore della legge per la doppia preferenza di genere dopo che tale proposta è già stata bocciata una volta in Consiglio regionale?

Il timore è che, ancora una volta, sia il Consiglio a decidere col voto segreto. “Ma questo non accadrà – scommette Pastore – e non perché, arbitrariamente o favolisticamente io ho deciso che sia così”.

Pastore è sicuro che ci sia il tempo per fare tutto.

“Le elezioni regionali si celebreranno il 17 maggio 2015. La mia proposta è che la VII Commissione si possa occupare, contestualmente, della legge di stabilità e della legge elettorale, in deroga a quanto attualmente previsto. Se pure si arrivasse alla definizione della legge a gennaio, saremmo ampiamente in tempo per la data delle elezioni. Per quanto concerne l’accusa mossa di ‘presunte manovre tese a spostare in Consiglio regionale la definizione di nuova legge elettorale’, ritengo che ascoltare tutti i soggetti politici, se pure mancanti di rappresentanza istituzionale in consiglio, sia doveroso per arrivare a definire una buona legge. Esponenti del Movimento 5 Stelle incontreranno il presidente del Consiglio Introna lunedì prossimo per poi essere ascoltati in Commissione”.

Nessun dubbio ed una rassicurazione che, però, forse non troverà completamente daccordo Magda Terrevoli, Anna Maria Carbonelli ed il resto della Consulta femminile regionale.

“Ripeto, capisco i timori della Consulta ma volere approfondire, coinvolgere e ampliare a tutto il panorama politico la discussione è necessario e sarebbe un giudizio in cattiva fede quello che confonde tale finalità con il tentativo di boicottare la doppia preferenza, almeno per quanto mi riguarda”.

Io non ho alcuna intenzione di venire meno al mio ruolo istituzionale di componente e vice presidente della VII Commissione. Questa, lungi dall’essere una polemica con la Consulta e il Comitato, con i quali pure ho collaborato quando abbiamo raccolto le firme a sostegno della legge sulla doppia preferenza, vuole essere un modo per rammentare e rinnovare il mio impegno e la mia convinzione forte dell’importanza che siano sempre più le donne a rappresentare i cittadini nelle istituzioni”.

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Redazione
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