Dorsale Adriatica, e i cantieri dove sono?

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In Europa ci sono oltre 26 miliardi di euro da investire sulle reti multimodali TEN-T transeuropee, lungo il Corridio che interessa parzialmente anche l’asse ferroviario Milano-Ancona-Napoli lungo la quale sono previsti già investimenti per l’Alta Velocità.

Ma i cantieri? Ancora in alto mare. I dati parlano di una velocità media di 120 km/ora lungo la dorsale che collega la Puglia con Pescara, Ancona e Bologna, con il naturale imbuto del Molise, dove tra Termoli e Lesina si viaggia ancora sul binario unico, con le inevitabili conseguenze in termini di traffico, efficenza e velocità. E la Puglia si trova al di sotto dell’imbuto, costretta ad accumulare ritardi a ritardi.

Dall’altro lato si parla da tempo dell’alta velocità tra Bari e Napoli, mentre ancora oggi per collegare le due grandi città del Sud, distanti poco più di duecento chilometri, non c’è nessuna Freccia (rossa, bianca, azzurra o a pois che sia) bisogna effettuare almeno un cambio (quando non due), ci si impiega se va bene e non ci sono ritardi 5 ore per la modica somma di 34,50 € (o più)

“A questo punto la Regione Puglia deve intervenire tempestivamente, sollecitando un incontro con il Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Lupi e con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in particolare con il sottosegretario Lotti, che sulla questione si è impegnato in prima persona, per dare finalmente concretezza alla cantierizzazione dell’alta velocità sulla dorsale adriatica”.

Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia, invita la Regione Puglia a “rompere l’impasse in cui si è impantanato il progetto dell’alta velocità adriatica, un’opera di fondamentale importanza per i cittadini e le imprese non solo pugliesi, ma di tutte le regioni del versante adriatico, colpevolmente ignorata dalle istituzioni nazionali”.

“Lupi e Lotti si erano compromessi – continua Pugliese – a dare seguito alle intese per la realizzazione dell’alta velocità, in particolare attraverso una delibera Cipe di cui, però, non vi è ancora traccia, così come non v’è traccia dell’alta velocità sulla dorsale adriatica nello Sblocca Italia. Nel frattempo è andato in scena un batti e ribatti di responsabilità tra Ministero competente e Presidenza del Consiglio che ha avuto l’unico effetto di creare una situazione di stallo che lascia poche speranze per il futuro. Alla luce delle novità sopraggiunte, ovvero della disponibilità di ulteriori fondi europei (Regolamento Connecting Europe Facility, che stanzia circa 26 miliardi di euro di fondi comunitari da spendere sulle reti di trasporto transeuropee) per il finanziamento dell’opera, riteniamo che non si possa più perdere tempo in chiacchiere e in parole vane, ma che dalla Regione Puglia debba partire l’input, condiviso dai parlamentari pugliesi, dagli enti locali e dalle forze socio-economiche, in maniera tale da dar vita a un fronte forte e comune in grado di stimolare un’accelerazione per la cantierizzazione dell’alta velocità”.

“La Puglia – conclude Pugliese – soffre ancora i morsi di una crisi massacrante: l’efficienza infrastrutturale è essenziale per dare ossigeno a un tessuto economico e lavorativo che ha bisogno di ritrovare dinamismo per intraprendere un percorso di crescita e sviluppo. Così come indispensabile è che il Governo faccia sentire, con i fatti e non solo con le promesse, la propria vicinanza a una regione e a un Meridione che hanno voglia, talento e risorse umane per riemergere, ma che spesso si sentono abbandonati e vittime di promesse prive di fondamento”.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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