Trent’anni dopo, a teatro trionfa ancora lo spirito di Eduardo

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Eduardo de Filippo in Questi Fantasmi!

“Alla base del mio teatro c’è sempre il conflitto fra individuo e società […] tutto ha inizio, sempre, da uno stimolo emotivo: reazione a un’ingiustizia, sdegno per l’ipocrisia mia e altrui, solidarietà e simpatia umana per una persona o un gruppo di persone, ribellione contro leggi superate e anacronistiche […], sgomento di fronte a fatti che, come le guerre, sconvolgono la vita dei popoli”.

Così parlava Eduardo De Filippo, maestro incontrastato del teatro popolare che ha rivoluzionato il modo di intendere la scena e la comunicazione con il pubblico. Sono passati trent’anni dalla morte del drammaturgo napoletano, avvenuta il 31 ottobre 1984, e ancora oggi i suoi testi sono i più ricercati e rappresentati nella tradizione popolare italiana. Figlio naturale dell’attore e commediografo Eduardo Scarpetta e della sarta teatrale Luisa De Filippo, Eduardo crebbe nell’ambiente teatrale insieme ai fratelli Titina e Peppino (con la compagnia “Il teatro umoristico dei De Filippo”), con i quali collaborò fino al secondo dopoguerra, creando dei veri capolavori della drammaturgia napoletana, come Natale in casa Cupiello (1931), L’abito nuovo (1936), Napoli milionaria! (1945), Questi fantasmi! (1946) e Filumena Marturano (1946), che lo consacrarono definitivamente nella scena teatrale internazionale. Eduardo credeva fortemente alla dipendenza tra teatro e vita quotidiana, che il limite tra realtà e finzione potesse essere vincolato solamente dalla fantasia dell’attore: «Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male » diceva.

I suoi personaggi appartengono al mondo comune, fatto di lotte e di delusioni, ma che, grazie alla caparbietà che li caratterizza, trasmettono nel pubblico un costante senso positivo sia nei giorni fortunati che in quelli meno propizi (chiamati “giorni pari” e “giorni dispari”). Quando Eduardo iniziò a capire le potenzialità della televisione e la forza creativa che non poteva realizzare sul palcoscenico, iniziò a modificare anche i testi destinati alla registrazione, realizzando una versione teatrale e una televisiva. Così, dopo alcune  rimostranze iniziali, dal 16 agosto al 31 novembre 1961 Eduardo registra per la televisione, con la propria compagnia, un primo organico ciclo di otto sue commedie, riproposto poi negli anni settanta: Sik-Sik, l’artefice magico, Ditegli sempre di sì, Natale in casa Cupiello, Napoli milionaria!, Questi fantasmi!, Filumena Marturano, Le voci di dentro e Sabato, domenica e lunedì. Cogliendo le sue storie di vita attraverso l’umorismo, visto come «parte amara della risata» che «nasce dalla delusione dell’uomo che per natura è ottimista »

Eduardo crea la consapevolezza che anche nei momenti più difficili il contributo del teatro può essere fondamentale per l’animo umano attraverso la risata, chiave di volta per l’esperienza dello spettatore. Proprio la sua attenzione alla gente comune consente a De Filippo di scavare nell’animo umano e di coglierne le debolezze, gli stenti vissuti nel periodo delle due guerre e il continuo richiamo al legame famigliare, punto costante dell’indagine umana sulla conseguenzialità degli eventi della vita.

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Isabella Battista
Classe 1985, vive e lavora a Bari. Laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Bari, è giornalista pubblicista dal 2013. Con una forte propensione alla didattica museale e artistica, ha collaborato con diverse istituzioni con progetti per sensibilizzare il pubblico più giovane nei confronti dell’Arte contemporanea e far partecipare attivamente gli studenti alla comprensione delle più moderne tecniche artistiche. Collabora con le redazioni di Puglia In, Artsob e Artribune, mentre nel 2013 è stata coordinatrice della prima edizione della Project Room della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a mare. Ama l’arte in tutte le sue forme, in particolare la fotografia e il linguaggio visivo contemporaneo a cui si sta appassionando anche praticamente e appena ha l’occasione di partire, va alla ricerca di nuove realtà, esplorandole sia dal punto di vista della tradizione culturale che folkloristica. isabella.batt@gmail.com

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