Enel distribuzione chiude le sue sedi nel Salento

0

Mentre in Italia si discute del “fenomeno Salento” e le Istituzioni e gli operatori del settore studiano come meglio gestire l’aumento del flusso turistico nel Salento, con investimenti anche corposi sul territorio e lo studio di servizi e logistica sempre più efficaci, Enel Distribuzione, in controtendenza, presenta un piano di riorganizzazione aziendale che penalizza il Salento, ben oltre la media nazionale, chiudendo il 50 percento delle Unità Operative e la Zona Maglie.

L’incontro dell’azienda con le Segreterie regionali di categoria (Filctem CGIL, Flaei CISL e Uiltec UIL), svolto a Bari nei giorni scorsi, che nelle premesse doveva servire a esaminare le criticità esistenti, a nostro avviso, nel piano aziendale, si è rivelato un mero passaggio burocratico per responsabilità della delegazione aziendale. Quest’ultima, infatti, si è limitata a una illustrazione del documento senza voler entrare nel merito delle scelte e senza neanche tentare di trovare una diversa soluzione, pure possibile, per tutto il territorio pugliese.

Enel distribuzione ha infatti deciso di: chiudere l’Unità Operativa di Tricase assegnando territorio, clienti e linee all’Unità Operativa di Casarano; chiudere l’Unità Operativa di Galatina, assegnando tutto a Maglie, dove però si chiude la Zona, un’organizzazione di secondo livello con servizi specialistici. Tutto questo significherà gestire il servizio al limite delle capacità di intervento dei tecnici e degli operai dell’ENEL Distribuzione, specie nei periodi in cui nel Salento si riverseranno centinaia di turisti.

“E non servono a nulla – sottolinea Cosimo Maruccia, settore elettrico Filctem Lecce – le rassicurazioni aziendali, secondo cui gli operai non si sposteranno dalle attuali sedi. Comunque gli stessi saranno costretti a operare su un territorio molto più vasto, con distanze tali da ritardare i tempi di intervento. E, inoltre, la scomparsa di Unità Operative preclude a nuove assunzioni che rappresentano una, seppur minima, risposta alla disoccupazione giovanile il cui dato percentuale nel nostro territorio supera ormai il 50 percento.

L’Enel è un soggetto industriale da cui non si può prescindere, in qualunque ipotesi di piano di sviluppo, anche perché, nella distribuzione, lavora in regime di monopolio. Ridurre la presenza nel territorio nelle sue articolazioni di base è un’offesa al Salento che merita una risposta e una mobilitazione generale, dei lavoratori Eenel e dei cittadini, che hanno però bisogno del supporto delle Istituzioni Locali e Regionali per impedire ad ENEL di smarcarsi da un progetto comune di sviluppo del Salento.

 

Condividi
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Nessun commento

Commenta l'articolo