Esclusione di Taranto dalla Via Francigena: Capone risponde a Perrini

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All’interrogazione urgente presentata dal consigliere Renato Perrini (DIT) in merito all’esclusione di Taranto e provincia dalla Via Francigena del Sud, ha risposto l’assessore regionale alla cultura Loredana Capone.

Il consigliere Perrini ha chiesto di sapere le motivazioni della decisione da parte della Giunta regionale di escludere Taranto e la sua provincia dall’itinerario della Via Francigena del Sud, che da Roma, seguendo la via Appia Antica, attraversa il meridione fino a raggiungere Brindisi dove i pellegrini si imbarcavano alla volta della Terrasanta, contraddicendo quanto indicato dal Consiglio regionale che all’unanimità nello scorso ottobre aveva chiesto alla Giunta regionale, di rivedere l’originario percorso pugliese delle Vie Francigene risalente a luglio del 2013, includendo anche il territorio di Taranto e della sua provincia.

L’assessore Capone ha chiarito che non c’è stata né una svista né una distrazione rispetto alla questione Taranto e alla via Francigena. Taranto, “infatti – ha precisato la Capone – è proprio all’interno delle planimetrie consegnata dall’Associazione europea delle Vie Francigene. L’individuazione di Taranto, quindi, in realtà arriva a valle di un processo articolato di valutazione che, nel momento in cui è stata fatta la delibera, ancora non c’era e il cui compito è stato assegnato all’Associazione europea delle Vie Francigene”.

Per chiarire meglio l’assessore Capone ha ritenuto opportuno delineare tutto il percorso, partendo da una delibera della Giunta regionale del 15 giugno 2011 con cui la Regione Puglia ha aderito all’Associazione europea delle Vie Francigene, che si occupa in maniera specialistica di svolgere il compito di monitoraggio e valutazione, anche approfondita, delle aree che possono rientrare nell’itinerario della Via Francigena.

Con l’ultima deliberazione della Giunta regionale del 14 febbraio 2017 si è provveduto ad approvare il protocollo d’intesa tra la Regione Puglia e l’Associazione europea delle Vie Francigene sulla estensione alla Via Francigena nel Sud della certificazione di itinerario culturale del Consiglio d’Europa, che, in precedenza si fermava a Roma e che poi ha visto aggiungersi l’itinerario fino a Brindisi.

“Bisognava necessariamente valutare – ha precisato la Capone – con dossier appositi, la prosecuzione dell’itinerario fino a Santa Maria di Leuca e fino a Taranto, realtà delle quali non si ha una contezza documentata”.

All’interno del vademecum vengono focalizzati gli standard minimi da garantire per le strutture ricettive lungo la Via Francigena e viene esplicitato un riferimento particolare rivolto alle varianti del percorso della Via Francigena di Sigerico e al loro recepimento, che vede la prescrizione di un’istruttoria tecnica da sottoporre all’associazione, in accordo con i territori attraversati, al fine di garantire la storicità del percorso e il rispetto degli standard.

Successivamente con una determinazione del direttore di Pugliapromozione è stata individuata la necessità di realizzare il dossier sia con riferimento al ‘De Finibus Terrae’ sia con riferimento alla Via Egnazia, che è la via che concorre per Taranto.

Infine, il presidente Emiliano ha firmato il protocollo e adesso si è in attesa di ricevere la copia sottoscritta da tutti i soggetti (sono molti i soggetti che concorrono).

“Ciò premesso – ha concluso l’assessore – ora tutto il lavoro da fare è attendere il ritorno del protocollo esecutivo e realizzare i progetti, predisporre i progetti esecutivi che adeguino agli standard per quanto riguarda la parte pubblica. Contemporaneamente ci sono una serie di incentivi anche per i privati, perché chi è titolare di strutture ricettive lungo il percorso della via Francigena non appena viene definito in maniera più chiara potrà accedere ovviamente ai nostri incentivi, del Titolo II Turismo, del PIA Turismo per migliorare le proprie strutture ricettive e quindi renderle adeguate come standard anche a questi percorsi dei camminatori”.

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Redazione
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