Fabi-Silvestri-Gazzé da favola, nonostante il Palaflorio

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Il meglio del cantautorato romano è andato in scena sabato 29 novembre al Palaflorio di Bari. Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzé hanno accontentato il folto pubblico presente al Palazzetto dello Sport di Bari con due ore di buona musica, duetti e reinterpretazioni di quasi 20 anni di successi, alternati agli inediti che compongono l’esperimento discografico Il padrone della festa. Peccato per l’acustica del Palaflorio, unica nota stonata della serata: assistere ad un concerto al Palazzetto dello Sport di Bari equivale a barcamenarsi alla ricerca della frequenza giusta per ascoltare musica da una stazione radiofonica di difficile ricezione.

La serata. Amici da una vita, protagonisti di una fortunata generazione di musicisti romani in grado di emanciparsi negli anni ’90 dal ticket Baglioni-Venditti, il trio Fabi-Silvestri-Gazzé sembra suonare dal vivo insieme da sempre. Al di là delle collaborazioni passate – da Vento d’estate di Gazzé-Fabi a Sornione di Silvestri-Fabi – i tre musicisti sono artefici sul palco di un’alchimia perfetta, una sintesi di stili e caratteri diversi ben capaci di intrecciarsi fra loro.

Daniele Silvestri è il direttore d’orchestra della festa, il tramite fra pubblico e palco: è la sua parlantina a scandire gli intervalli fra un pezzo e l’altro. Niccolò Fabi è il delicato interprete di un introspettivo ed innato ottimismo sul percorso pur complesso della vita. Nell’approccio al palco è il più fisico: non esiste centimetro non calpestato dalla sua appassionata danza con la chitarra acustica. Max Gazzé è il collante fra il sarcasmo di Silvestri e la dolce leggerezza di Fabi: come il protagonista del suo timido ubriaco, sussurra sempre la battuta giusta e regge, col suo basso morbido ed essenziale, l’impianto musicale della serata.

 

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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