La Fallaci, Matteo Salvini, il Sud e la Lega Italica

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“In tutti i Comuni dove è presente un sindaco, un assessore o un consigliere della Lega, domani chiederemo che una via, una piazza, un giardino o una scuola vengano intitolati alla Fallaci”. (ieri, ndr)

Così Matteo Salvini rilancia la sua crociata contro l’estremismo islamico. E mentre combatte con tenacia Mare Nostrum, l’euro e lo sbilenco costrutto europeo che impedisce al nostro cavallo economico di ripartire, pensa anche ad una Lega del Sud.

Su facebook qualcosa in tal senso già si muove (qui per approfondimento) e non è di oggi la dichiarata intenzione di scendere oltre Roma per rendere più Padano tutto lo Stivale, o forse rendere meno Padano il Nord.

La verità è che molte battaglie sono condivise con un anelito nazionale e per chi non si riconosce più nella non opposizione di Forza Italia – NCD alla cultura dominante del renzismo, l’asse obbligato è quello Lega Nord – Fratelli d’Italia. Oppure, sul carro degli euro convinti ed europeisti, v’è anche l’impostazione antilepenista di Gianfranco Fini, che si è dato un anno di tempo per vedere se ci saranno le condizioni per un nuovo soggetto politico.

Tante idee di destra contrapposte tra di loro, sfumate, che rendono il panorama frammentario e caotico.

Così il segretario verde ha pensato bene di lanciare per fine Settembre un movimento gemello in tal modo da non perdere il volto storico e bacino elettorale intoccabile della creatura di Bossi, ed allungare il braccio in maniera più convinta in una nuova potenziale prateria in cui poter fare razzia di voti sganciati dagli azzurri.

Se il progetto dovesse andare in porto ed i risultati saranno esaurienti, non è folle pensare un giorno ad una Costituente con una nuova unica “Lega Italica” pronta a divenire il perno dell’area moderata (incazzata). Probabilmente n lungimiranza ci sia questo, anche se oggi, nessuno s’azzarderebbe a pronosticarlo.

I think tank a destra sono sempre stati paria senza Patria. Eppure, per rifare la carta d’identità a questo fronte, bisogna riscoprire le proprie radici e ripartire dal popolo, checché se ne dica, ancora sovrano.

di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso

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