Fari d’Italia, arrivano i bandi per la concessione e lo sfruttamento economico

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A qualcuno interessa prendere in gestione e sfruttare economicamente un faro del demanio civile o militare? L’occasione è quella giusta. Infatti sono stati presentati oggi, dal Direttore Generale dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi e dall’Amministratore Delegato di Difesa Servizi Spa Fausto Recchia, durante la giornata di inaugurazione del 55° Salone Nautico, i bandi di gara che assegneranno in concessione 11 fari dello Stato, 7 gestiti dall’Agenzia del Demanio e 4 dal Ministero della Difesa.

Nel dettaglio i bandi saranno gestiti dall’Agenzia del Demanio e dal Ministero della Difesa/Difesa Servizi parallelamente, con alcune differenze che mantengono le peculiarità dei diversi beni. I bandi avranno come caratteristiche comuni: l’adozione della medesima procedura, le stesse modalità di aggiudicazione, uguali tempistiche per la presentazione delle offerte, con una durata di tre mesi dalla pubblicazione. Criterio di valutazione sarà l’offerta “economicamente più vantaggiosa”, data dalla proposta progettuale, valutata con punteggio pari al 60%, e dalla proposta economica, a cui può essere assegnato un punteggio massimo pari al 40%.

I bandi, pubblicati sulla Gazzetta ufficiale il prossimo 12 ottobre saranno online su www.agenziademanio.it e www.difesaservizi.it per tutta la durata della procedura (fino al 12 gennaio 2016). La valutazione della proposta qualitativa terrà conto dei temi emersi dalla consultazione pubblica, quali le soluzioni per il recupero del bene, l’attenzione al territorio e alla fruibilità pubblica, la possibilità di creare un network tra più strutture, attraverso una rete di servizi e attività condivise.

La strada prevalente per il riuso dei fari sarà quella del lighthouse accommodation, formula turistico-ricettiva rispettosa del paesaggio e in linea con le identità territoriali e con la salvaguardia dell’ecosistema ambientale. Questa funzione emerge come la più idonea. Sono venute in luce anche altre attività complementari e servizi di tipo ricreativo, sociale, culturale, per lo sport, declinabili a seconda delle specificità territoriali e orientate alla riscoperta del mare, della marineria e del settore nautico.

I fari inseriti nel progetto si trovano in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Toscana. Si tratta del Faro di Brucoli ad Augusta (SR), il Faro di Murro di Porco a Siracusa (SR), il Faro di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo – Favignana (TP), il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (PA), il Faro di Capo d’Orso a Maiori (SA), il Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (NA), il Faro di San Domino alle Isole Tremiti (FG) e dei quattro proposti dal Ministero della Difesa il Faro Punta del Fenaio e il Faro di Capel Rosso sull’Isola del Giglio (GR), il Faro Formiche di Grosseto e il Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (KR).

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Redazione
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