Fc Bari, il Ds Antonelli: “Abbiamo fatto la squadra che volevamo”

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Un calciomercato da 10 e lode. E’ questo quello che pensa il direttore sportivo del Bari Stefano Antonelli del suo operato in sede di mercato. “Sono stati due mesi estenuanti e duri – dice Antonelli – ma alla fine abbiamo la squadra che volevamo. L’unico obiettivo che non sono riuscito a portare a casa è stato Bianchetti, ma il ragazzo ha preferito andare in serie A. Il calciomercato va snellito e migliorato perché ci sono dei sistemi che vanno rivisti, così è troppo lungo e incerto. Ma devo dire che una trattativa fatta all’ultimo secondo è il momento più piacevole. Joao Silva è stato venduto, è vero. Ha trovato l’ accordo a otto minuti dalla fine del mercato e la pec inviata dal Palermo alla Federazione è partita alle 22.59. Ma la trasmissione completa della stessa pec con tutta la documentazione è terminata 33 secondi dopo. In cambio,  quando abbiamo capito che ci poteva essere un accordo con il Palermo, abbiamo provato a prendere Sakara. Abbiamo perso Joao ma abbiamo 25 giocatori in rosa con dalle 3 alle 5 punte. Il calcio che proponiamo è palla a terra e Joao aveva poca attitudine verso questo tipo di gioco con una propensione a quello aereo. Finita la campagna cessioni, al momento non escludo di guardare la lista degli svincolati,ma escludo ingaggi come quello di Emeghara, per mancanza di caratteristiche a noi congeniali, e di Portanova. Quest’ultimo è, secondo me, la migliore espressione del suo ruolo però noi abbiamo quattro difensori che stiamo facendo crescere partita dopo partita”.

Tra le partenze ha fatto rumore quella, a cuor leggero, di Diego Albadoro: “Negli ultimi tre anni non ha quasi mai giocato. – ribatte Antonelli – In più si è creata una sinergia col Matera. Perciò siamo riusciti a fargli avere un triennale. Credo che al ragazzo abbiamo fatto un bel regalo perché avrà la possibilità di calcare il campo con molta continuità”. E tra le possibili cessioni quelle di Daniele Sciaudone e di Ciccio Caputo hanno fatto tremare i tifosi: “Per Sciaudone non abbiamo mai avuto offerte mentre per Caputo ne abbiamo avuto tantissime. Anche inaspettate. Su Galano abbiamo avuto un contatto a metà luglio con il Cagliari ma poi non è proseguito nulla”.

Se si va ad analizzare le tipologie di scambi che il Bari ha operato sul mercato, è chiarissimo l’uso del prestito e del prestito con diritto di riscatto. Il diesse dei biancorossi, però, chiude la questione facendo notare che quasi tutte le squadre di A e di B fanno ricorso a questa tipologia di cessione: “Abbiamo tanti prestiti con diritto di riscatto perché siamo in un momento che non permette investimenti importanti. Ma è un discorso che fanno tutti perché attualmente  è il miglior modo per testare i giocatori e per non andare a gravare sulle risorse economiche”.

La chiosa del direttore sportivo biancorosso è dedicata allo spogliatoio barese: “Voglio dire che non esiste un Bari vecchio e uno nuovo. Ma c’è la Bari. Non c’è più il discorso dei giocatori dell’anno scorso e quelli di quest’anno. Se vedete, ad esempio, De Luca sembra che stia qui da dieci anni. Ringrazio i giocatori che hanno creato un gruppo unico, unito e forte”.

I complimenti arrivano, però, anche dal presidente del Bari Gianluca Paparesta che ha espresso orgoglio per le trattative del Bari: “Mi complimento per quello che è stato fatto in questa lunghissima campagna trasferimenti e per questo ringrazio la persona che è riuscita a mettere in piedi tante trattative che è.riuscito a portare a casa: Stefano Antonelli. Siamo riusciti a rispettare tutte le previsioni e a raggiungere i nostri obiettivi”.

 

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