Fc Bari e Pink Bari insieme per un calcio alle discriminazioni di genere

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Rimessa dal fondo. Il rilancio di Giuseppina Di Bari trova la testa di Sciaudone, che appogia sulla destra a Carmela Anaclerio. Fraseggio a centrocampo fra la centrocampista e Galano. Cross al centro di quest’ultimo, Caputo fa da sponda all’accorrente Marina Rogazione che va al tiro, di poco a lato. Applausi del pubblico.

Lo sport può colpire nel segno, soprattutto se l’invasione di campo “al femminile” avvenisse nel calcio, un territorio, nell’immaginario maschile, ancora off limits per le donne. Se gli scambi di gioco immaginati in apertura di questo articolo si tramutassero in realtà,  magari il prossimo 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la città di Bari avrebbe l’opportunità di lanciare un segnale fortissimo: trasformerebbe una passione popolare, il pallone, in strumento per amplificare un messaggio di civiltà e uguaglianza, scevro da ogni connotazione ideologica, universale come solo lo sport sa fare.

Non solo. Le società sportive baresi restituirebbero al calcio un’immagine sana e positiva, lontana soprattutto dai fatti di cronaca che hanno accompagnato, su binari paralleli, gli ultimi atti della gestione Matarrese, quella brutta pagina del calcioscommesse che ha fatto tremare l’idea di sport come “palestra di etica e trasparenza”.

E poi, si darebbe finalmente il giusto tributo alla seria impostazione societaria della Pink Bari ed alle sue giovani interpreti sul campo che chissà, all’onore del palco del Petruzzelli potrebbero unire la possibilità di calcare l’erba del San Nicola, palcoscenico naturale per chi gioca a calcio a queste latitudini.

Immaginiamo anche la possibilità di raccogliere fondi per le tante realtà,  associative e cooperative, che sul territorio fronteggiano ogni giorno i segni di quelle silenziose violenze domestiche.

E chissà che il calcio, come la storia, non diventi maestro di vita.

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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