Fini, il bipolarismo è morto e il centrodestra è scomparso

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Il bipolarismo è finito e anche da tempo. Ad affermarlo è stato Gianfranco Fini oggi a Bari ai margini dell’assemblea regionale di Liberadestra, associazione culturale fondata dallo stesso Fini. “In Italia  – ha detto l’ex presidente della Camera – esistono almeno quattro poli. Oltre al centrosinistra e al centrodestra esiste uno schieramento antagonista che si riconosce nei Cinque Stelle e  un quarto che, da tempo, non partecipa alla vita politica, avendo voltato le spalle ad essa”. Ma non è tutto. Adozioni, jus soli, il bonus di ottanta euro in busta paga, elezioni regionali, è un Gianfranco Fini a trecentosessanta gradi quello che oggi ha parlato alla stampa.

L ‘evidente condizione del centrodestra diviso “ci  sono quattro partiti con  tre posizioni diverse sul Governo” e la mancanza di una unica strategia sono stati alcuni dei punto toccati Fini nella presentazione della associazione che comunque, chiarisce il suo fondatore,  non è un partito, nè una prossima lista ma, vuole cercare di date validi contributi alla ricostruzione del centrodestra italiano.

Coglie l’occasione anche per lanciare un paio di frecciatine a Matteo Renzi rivendicando la paternità del termine “Partito della Nazione” utilizzato sei anni dopo dal premier e sottolienando come con gli 80 euro in busta paga non ci sia stato alcun beneficio all’economia del Paese mentre con lo stesso costo complessivo, circa 9mld, si sarebbe potuta abolire l’Irap per le piccole e medie imprese.

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Fabio Paparella
Giornalista publicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...

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