Varato il fondo di sussidiarietà per gli istituti di ricerca pugliese

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E’ stata approvata dalla giunta regionale pugliese nella sua riunione di giovedì 3 agosto, l’istituzione di un fondo di sussidiarietà agli istituti di ricerca in Puglia.

Di solito, infatti, la legge prevede che l’inerzia del Governo regionale debba essere sanata dall’azione del Governo nazionale. Ma quando ad essere inerte è proprio il Governo nazionale, che non eroga i fondi previsti e stanziati per progetti di ricerca già conclusi da anni, cosa dovrebbe accadere?

Il rischio è serio e concreto, e decine di Istituti che rappresentano una delle eccellenze pugliesi, si trovano senza fondi, con debiti fino al collo (ed oltre) e con (spesso) l’unico committente inadempiente agli obblighi contrattuali.

Ecco che allora, almeno in questo caso, è la Regione Puglia che ha deciso di anticipare i fondi con la creazione di uno strumento di sussidio, salvo poi rivalersi sull’obbligato.

Un modo per cercare di garantire continuità ai ricercatori pugliesi.

Si tratta di una misura straordinaria della Regione – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano – per salvare decine di posti di lavoro e di commesse degli istituti di ricerca pugliesi al collasso finanziario a causa delle lungaggini burocratiche del Ministero dell’università dell’istruzione e della ricerca (Miur) nell’erogazione dei contributi spettanti per progetti di ricerca cofinanziati con fondi pubblici e conclusi da anni”.

“Non possiamo vedere disperso un patrimonio di idee e di risorse umane che non ha uguali nel Mezzogiorno d’Italia – ha continuato Mazzarano – e che è già costato la perdita di importanti commesse e la fuga di molti ricercatori. Per questo abbiamo istituito un fondo rotativo che consentirà alla Regione Puglia di anticipare agli istituti di ricerca le somme necessarie per pagare gli stipendi e trattenere in Puglia i nostri “cervelli”, non incorrendo negli aiuti di Stato perchè il meccanismo del fondo rotativo prevede la restituzione del prestito ai tassi di mercato. Ovviamente si tratta di un intervento eccezionale che porterà la Regione Puglia ad agire in tutte le sedi e nei confronti dei responsabili di questa vicenda per il recupero delle somme anticipate”.

Il caso più emblematico è certamente quello del Cetma di Mesagne, in provincia di Brindisi, sul quale appena un mese fa è intervenuto il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che in una lettera al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, aveva denunciato, senza esiti, la gravità della situazione.

“Se non fossimo intervenuti con urgenza come Regione Puglia sostituendoci temporaneamente al governo – ha proseguito l’assessore Mazzarano – saremmo andati incontro a danni incalcolabili che avrebbero pagato soprattutto le nostre imprese. I temi della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione concorrono alla attuazione della strategia regionale di specializzazione intelligente, Smart Puglia 2020, con specifico riferimento alle strategie di promozione degli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo, al rafforzamento del sistema regionale dell’innovazione  e dell’industrializzazione dei risultati della ricerca, alla promozione di nuovi mercati per l’innovazione. Senza la certezza della piena attività dei centri di ricerca – ha concluso Mazzarano – il castello che tanto faticosamente abbiamo costruito, avrebbe rischiato di crollare”. 

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Redazione
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