Forum povertà. Direzione Italia polemica contro Emiliano

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Dopo la presentazione di ieri del Forum sulla povertà voluto da Michele Emiliano il prossimo 12 maggio, divampa la polemica politica.

I primi a rispondere Direzione Italia attraverso il suo leader Raffaele Fitto che in una nota stampa commenta l’evento promosso dal Presidente pugliese come un “Contro-G7”: “Tra un referendum sulle Trivelle, uno Costituzionale, un Congresso del Pd e i vari impegni politici nazionali il presidente Emiliano accende e spegne l’ufficio di presidenza al ritmo di una discoteca. Solo che a ballare sono i pugliesi! Ora ci mancava solo che si inventasse il contro-G7 sulla Povertà nel mondo per contrastare il G7 dell’Economia che si terrà a Bari la prossima settimana”.

“Emiliano – conclude Fitto – farebbe bene a organizzare un G7 pugliese per parlare della Xylella che avanza, della Sanità che non funziona, dei Fondi comunitari non spesi, della disoccupazione sempre più alta, delle tasse regionali che pesano sulle tasche dei cittadini oltre 300 milioni l’anno e grazie alle quali organizza anche il Forum per parlare di povertà mondiale”.

Anche il consigliere regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo, vede nell’iniziativa una sottile strategia per attrarre attenzione su di sè: “Non ce la faceva… proprio non ce la faceva il famelico Emiliano a lasciare i riflettori tutti al sindaco Decaro, al ministro renziano  Padoan e agli ministri dell’Economia a Bari per il G7 e così  si è inventato, in tutta fretta, una contro-manifestazione, dal tema fin troppo importante – “la povertà nel mondo” -, ma che organizzata in questo modo e in concomitanza al grande evento mondiale ha chiaramente il sapore di chi vuole stare sempre e comunque al centro della scena per rubarla ai suoi competitori. Sono anni, ormai, che assistiamo a questo show fra lui e Renzi e a rimetterci è solo la Puglia che, invece, avrebbe chiaramente bisogno di un presidente che fuori dalle luci della ribalta risolvesse i gravi problemi non andando in conflitto perenne ma cercando di tessere relazioni inter-istituzionali”.

Infine, il consigliere bacchetta anche i mass-media che, a suo dire, sono colpevoli di assecondare “la sua strategia di fame di visibilità mediatica”.

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