Forza Italia cerca facce nuove, ma resta senza volto

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Berlusconi parla poco e quando lo fa, cavalca la solita solfa degli ultimi mesi. Mentre rassicura sulla vitalità del suo movimento il suo stesso movimento, scompare. Poco importano i sondaggi che una settimana salgono di uno o scendono di due punti. Le dimensioni (ormai non più grandi) medie del partito sono consolidate.

Ma Forza Italia è sparito dall’alveo del costume sociale, culturale ed economico. Non ha più una ricetta, naviga a vista per l’inerzia di vecchi stendardi e coccarde patinate senza efficacia di traiettoria.

I temi di opposizione e di impostazione politica li ha gratuitamente lasciati alla Lega di Salvini che batte in lungo ed in largo lo Stivale per somministrare al popolo italiano una pillola al renzismo. Invece a l’ex Cavaliere non dispiace il ruolo marginale che s’è ricucito mentre contratta i dettagli della salvaguardia del suo impero economico.

Comprensibile sul ciglio dei 78 anni e dopo vent’anni di logoramento pubblico sempre da numero 1. Però, tolti sparuti Raffaele Fitto che oggi tentano una sorta di manovra rianimativa, lo spirito liberale del ’94 non è più visibile.

Cosa fare? Mentre Silvio incita le facce nuove a farsi avanti, è lui ed i suoi azzurri a rimanere senz’anima, senza volto. Senza identità la crisi politica è inevitabile. Pian piano tutto l’entourage dei sostenitori si accorge della tua vacuità e cambia orizzonte.

Noto il primo caso assoluto dove a salire sul “carro dei vincitori”, non sono gli elettori, ma gli stessi vinti che si convertono prima di schiattare, alla nuova corrente culturale del gelataio.

Renzi sarà anche un pallone gonfiato, ma FI si ripiega a fare la panna montata. Economist permettendo.

di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso
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