Forza Italia: altro che primarie, qui si va verso la scissione? Lite Fitto-Berlusconi

0

L’ufficio di presidenza di Forza Italia era stato convocato soprattutto per discutere un nodo essenziale verso le prossime elezioni regionali: le primarie di coalizione si faranno oppure no? In Puglia, ad ora, c’è una data (il 23 novembre), un candidato (Nino Marmo) ed un candidato in petcore (Francesco Schittulli).

Il principale promotore dello strumento delle primarie è il salentino Raffaele Fitto, ex ministro dell’ultimo governo Berlusconi, uomo forte in Puglia, soprattutto dopo il voto delle Europee, e soprattutto uomo con ambizioni (legittime) anche a livello nazionale. Fitto non vuole soltanto le primarie: punta anche ad uno svecchiamento del partito nelle procedure, nei componenti e nella struttura.

Ma non è una novità il fatto che Berlusconi non gradisca le primarie per la scelta di candidati presidenti di Regione.

E infatti proprio nell’ufficio di presidenza di ieri a Roma il leader azzurro torna a bocciare, sonoramente, lo strumento della consultazione popolare, mettendo una parola chiara dopo le polemiche interne degli ultimi mesi: sono contrario alle primarie, ha detto Berlusconi a chiare lettere.

L’unica apertura fatta dal Cavaliere è nel caso ci sia un’impasse sulla individuazione del candidato. In quel caso, si potrebbe anche ricorrere alle primarie, qualora appunto la coalizione di centrodestra non riesca a mettersi d’accordo. Ma restano intatte le perplessità e le contrarietà del Cavaliere: le primarie non vanno bene sempre, avrebbe spiegato, “perché si possono prestare a manipolazioni”.

Ma il dato politico principale della riunione di ieri è stato il chiarissimo attacco di Fitto: in Forza Italia non c’è dialogo. Fitto ha chiesto chiarimenti proprio sul sistema di voto e sulla linea di Forza Italia riguardo agli altri provvedimenti sul tappeto, ottenendo in cambio un invito a non distinguersi più. “Ho fatto fare un focus – ha detto Berlusconi – ogni volta che parli contro il partito in tv perdiamo il 3-4% dei consensi, è il Pd ad essere diviso non noi, se non vuoi rimanere fatti un altro partito come hanno fatto Fini e Alfano“.

“Sei figlio di un vecchio Dc – ha poi aggiunto Berlusconi – Forza Italia è un’altra cosa, non puoi comportarti così”.

Durante l’ufficio di presidenza Berlusconi nel suo documento ha chiuso ad un’alleanza alle regionali con Ncd, ottenendo il voto contrario di Fitto e di Daniele Capezzone.

Poi Fitto ha riunito un gruppo di deputati e senatori, in tutto 37 parlamentari. “Ma – ripete più volte Fitto – io non vado via, quello che penso lo dico alla luce del sole”.

L’europarlamentare pugliese, però, ha ribadito di voler combattere dall’interno del partito: “non mi puoi cacciare”.

Berlusconi poi ha voluto ritornare sulla lite con Fitto cercando di smorzare i toni, e sicuramente rendendosi conto della gaffe fatta: “Ho ritenuto di dire con franchezza a Fitto quello che penso. Ed e’ con questo spirito che mi sono riferito alla sua appartenenza alla tradizione democristiana e non certo con l’intenzione di mancare di rispetto ne’ a lui ne’ ai suoi familiari”.

Cosa accadrà adesso? Il dato politico è che non verranno stipulati accordi con Ncd per le regionali. Le primarie sono naufragate prima ancora di essere ufficialmente partite, Forza Italia mostra una profonda crisi interna di programmi, di uomini e di leadership che solo all’apparenza nessuno vuole tramutare in scissione, ed una coalizione che a pochi mesi dalle elezioni sta ancora guardandosi addosso, senza rendersi conto che è la strada più veloce per l’ennesima sconfitta elettorale. Mentre il centrosinistra si infiamma il centrodestra dorme.

E questa volta per precisa volontà romana.

Condividi
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

Nessun commento

Commenta l'articolo