Le Fse non si fermano ad Eboli, ma a Sammichele (e non solo)

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Quanto ci costano, ogni anno, in termini di contributi e costi generali, le Ferrovie Sud Est? Il prezzo è decisamente oneroso per le tasche dei pugliesi. Ma è un prezzo (parliamo di diverse decine di milioni di auro l’anno) che sarebbe sostenibile, se solo i nostri lavoratori, gli studenti ed i pendolari potessero usufruire di un “prodotto” accettabile.

Così solerti nel pagare le nuove carrozze venti volte il proprio valore [QUI l’approfondimento] [QUI un altro approfondimento] (al momento sul fatto ci sono inchieste in corso), le Fse non lo sono altrettanto nel garantire un servizio idoneo.

Con cadenza pressocchè quotidiana ci sono ritardi (ormai arrivare in orario a Bari è quasi una utopia), soste impreviste, vagoni caldissimi o freddissimi, carrozze insufficienti nelle ore di punta, persone costrette a viaggiare in piedi o sedute nei corridoi… il tutto naturalmente dopo il pagamento dell’abbonamento mensile (o annuale) che, tra l’altro, proprio da domani aumenterà.

L’ultimo episodio questa mattina a Sammichele di Bari. Erano in tanti ad aspettare sulla banchina della piccola stazione il treno Putignano-Bari (via Casamassima) delle 7:08 per andare a scuola, all’Università, al lavoro nel capoluogo pugliese.

Il treno arriva (quasi) puntuale, ma le porte non si riescono ad aprire. Un problema idraulico o meccanico? Di fatto chi è dentro resta bloccato e chi è in attesa non può salire sul treno.

Lavoratori e studenti messi fuori gioco da una carrozza vecchia e malandata che saranno costretti ad inventarsi scuse, a chiedere permessi, a saltare ore di lezione e compiti in classe. C’è anche una ragazza, sul treno, che proprio oggi avrebbe dovuto sostenere un esame universitario e che, giustamente, si agita non poco.

Nulla da fare. Il treno è rotto e non può proseguire. Il capostazione, da solo, cosa può fare? Una chiamata al centro tecnico e di manutenzione e nient’altro, se non affrontare le rimostranze degli abbonati.

Soltanto dopo quasi un’ora, all’incirca, il controllore riesce ad aprire le porte dall’interno, permettendo a tutti di scendere. Ma il treno è guasto. Non può proseguire la sua corsa.

Non restano che tre alternative: prendere le proprie automobili (per chi le ha, rimettendoci benzina), salire sugli autobus di passaggio (sempre della Fse, ma in questo caso gli abbonamenti non valgono e bisogna comprare l’apposito biglietto), o chiamare qualcuno e farsi venire a prendere da Sammichele per poi farsi accompagnare a destinazione.

In stazione garantiscono: “aspettate, ora arriva l’altro treno”. Peccato che solo qualche giorno fa accadde un incidente simile e il “prossimo” treno arrivò in stazione alle 11 del mattino, con 3 ore di ritardo.

Ma i problemi non sono tutti e solo questi. Si segnalano continuamente furti di cavi di rame. Gli operai delle Ferrovie Sud Est hanno messo in opera i cavi di rame lungo tutta la linea per elettrificarla e rendere i tragitti più sicuri e veloci. Peccato che ancora oggi non sono stati elettrificati. Una vera e propria miniera d’oro per i ladri di rame che, senza rischio e senza controlli alcuni, continuamente tranciano e si appropriano dei cavi, lasciando i monconi sui binari ed impedendo così ai treni il transito.

Ritardi… fatiscenza… mancanza di manutenzione… guasti banali che diventano ingestibili… tutti problemi a cui si aggiungono i costi più che esorbitanti per le carrozze nuove (quando si vedono) che però per la loro manutenzione hanno bisogno di maestranze specializzate (e polacche come le ditte costruttrici).

E in tutto questo la Regione Puglia cosa dice e cosa fa? L’unica cosa che hanno saputo dire in questi giorni è che vorrebbero commissariare le Fse. Ma non è la Regione Puglia l’ente esclusivamente competente delle risorse destinate alle Fse? Chi controlla i dirigenti ed il vertice dell’azienda di trasporti locali? Non ha nulla da dire l’assessore Giovanni Giannini?

Solo della scorsa settimana è un’interrogazione che poneva l’attenzione sul trasporto su gomme delle Fse in provincia di Lecce. Nessuna risposta.

Forse i nostri pendolari ed i lavoratori “costretti” a prendere il treno per spostarsi non sono degni di attenzione?

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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