Future Green: la Natura che cura la Natura

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Una risposta concreta alla deforestazione, al dissesto idrogeologico, all’inquinamento ambientale ma anche all’occupazione giovanile. Questo e molto altro è il progetto delle Future Green srl, giovane azienda pugliese – ha sede a San Paolo di Civitate, in provincia di Foggia – leader nel settore delle energie rinnovabili, nata per iniziativa della dottoressa Simona Rosito, amministratrice unica dell’impresa. L’azienda ha acquisito il brevetto “Clone Paulownia” come unica azienda in Italia e questo permetterà di piantare arbusti perfezionati di “Alberi della Principessa” – altro nome con il quale la Paulownia è universalmente conosciuta.

La Paulownia è un albero originario delle Indie poi comparso in Europa agli inizi dell’Ottocento. Nel 1972 sono cominciati i primi studi in laboratorio per migliorarne le qualità selezionandone le varietà più performanti gli scopi prefissati ossia la coltivazione con assistenza minima e la produzione di materiale ideale per l’industria del legno. Il clone di cui vi stiamo parlando viene ora chiamato “allumino di legno” per le sue straordinarie proprietà tra le quali, la durezza, la leggerezza, la resistenza a contrazione, torsione e deformazione, il colore chiaro e l’assenza di nodi. Questa specie è pronta per il primo taglio in soli 4 anni e riesce a rigenerarsi dalla radici per almeno 2 cicli.

Abbiamo parlato di questo progetto con Antonio Santamaria, ex presidente di Cofidi – Consorzio Cooperativa Artigiani Fidi – Puglia, attuale direttore di Finanza per l’Impresa, nuova società di consulenza per il credito alle imprese, top partner di Cofidi Puglia e membro del consiglio di amministrazione di Cred.it SpA. Future Green srl e Finanza per l’Impresa hanno stretto una collaborazione nata grazie alla grande fiducia riposta da Santamaria nel progetto e al fine di trovare una soluzione finanziaria per i partner e clienti dell’azienda.

Quale impatto avrà la coltivazione della Paulownia in aree da risanare a causa di danni ambientali?

Il progetto possiede ben tre finalità legate all’ambiente: le foglie di quest’albero possono assorbire 22 chilogrammi di anidride carbonica all’anno e produrre 6 kg di ossigeno nello stesso intervallo di tempo, le radici di questa straordinaria pianta creano delle vere e proprie barriere, dei sostegni per il terreno che le accoglie e che quindi sarà meno soggetto a fenomeni di dissesto idrogeologico e riescono ad adsorbire i metalli pesanti presenti, azione utilissima in zone inquinate. Inoltre, mentre il legno ricavato è adoperabile con risultati eccellenti in bioedilizia e nautica, lo scarto di lavorazione è trasformabile in combustibile e biomassa.

Parliamo dei risvolti possibili riguardanti l’occupazione ed il business legato all’ambiente.

Il business è intrinseco del progetto. Intorno a questa attività potranno esserci diverse cooperative del lavoro: ci sarà bisogno di chi curerà le coltivazioni, di chi taglierà il legno, di coloro che si occuperanno del trasporto o degli impianti di biomassa e così via. Abbiamo già contattato alcune grandi imprese che si dedicano alla lavorazione del legno. Esistono anche delle partnership con numerose università le quali si preoccuperanno delle analisi legate alla verifica dell’idoneità dei terreni per la coltivazione della Paulownia. In aggiunta, il programma potrebbe ricevere i fondi soggetti ad agevolazione della Comunità Europea.

Qual è la risposta attuale degli imprenditori agricoli?

In Puglia la proprietà terriera è molto frazionata e, per coltivare la Paulownia, è necessario disporre di più di 8-10 ettari. In Basilicata, altra regione dove stiamo operando, in luoghi dove si possono creare solo foreste, i proprietari si stanno unendo e sono riusciti a mettere a disposizione 1200 ettari. Stiamo cercando di estendere progetti di piantumazione all’estero, sempre nell’area adriatica. Dovremmo ricevere presto una risposta. Questo della Future Green, insieme ad altri progetti ancora in divenire, potranno veramente fare la differenza ed essere un belle’esempio nell’ambito della Green Economy.

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