Gallipoli, sequestrati sette pescherecci per commercio di cetrioli di mare

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La guardia costiera e la guardia di finanza di Gallipoli hanno eseguito nella mattinata di oggi il sequestro preventivo di sette pescherecci e di un deposito ittico a Gallipoli, nell’ambito di un’inchiesta finalizzata al contrasto della pesca e della vendita delle oloturie, comunemente conosciute come “cetrioli di mare”.

Una specie protetta, di cui in Italia è vietata la cattura e la commercializzazione ma che ha ottimi mercati in Asia. Secondo gli investigatori sarebbero proprio quei mercati ad essere oggetti dei traffici illeciti, tramite una società di commercializzazione e distribuzione greca.

Il decreto di sequestro è stato emesso dal gip Alcide Maritati, su richiesta del procuratore aggiunto di Lecce Elsa Valeria Mignone.

Risultano inoltre nove persone indagate per inquinamento ambientale, “per avere causato il deterioramento dei tratti di mare in cui le oloturie sono state pescate, ricadenti in zone marine protette e sottoposte a vincolo paesaggistico”.

L’indagine e’ partita nel dicembre 2015, con il sequestro di circa 11.000 chilogrammi di oloturie scoperti su un camion diretto in Grecia.

E mentre la Regione Puglia ha chiesto all’unanimità nemmeno un mese fa la regolamentazione della pesca della oluteria, con una previsione di pena che possa davvero fermare il traffico illegale e tutelare le coste e l’ambiente marino.

“Questo ennesimo sequestro dimostra che sui “cetrioli marini” non c’era proprio nulla da ironizzare. Ricordo i sorrisetti, le facili allusioni di coloro che derubricavano la faccenda a pura e semplice barzelletta. Invece, no. C’è da essere preoccupati. Il lavoro instancabile delle Capitanerie di porto, della guardia costiera e della guardia di finanza dimostra che il fenomeno è serio perché compromette il nostro ecosistema marino”.

Lo dichiara il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco, commentando l’odierno sequestro di decine di tonnellate di oloturie marine, pescate abusivamente nelle acque di Gallipoli e destinate al mercato asiatico a prezzi d’oro.

“Ora sono io a sorridere – dice Turco – perché avevamo ragione noi quando lo scorso 18 ottobre l’intero consiglio regionale della Puglia ha votato all’unanimità la risoluzione urgente, scaturita dalla mia iniziale proposta di legge, che impegna il governo regionale a portare il caso all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni per individuare norme più stringenti visto che attualmente sono previste solo delle blande sanzioni amministrative a carico di coloro che pescano abusivamente le oloturie. E sono convinto che l’assessore Leo Di Gioia presenterà subito questa istanza, ma lo faccia rapidamente perché non c’è più tempo da perdere”.

“Ora la magistratura farà i dovuti accertamenti – conclude Turco – visto che ci sono nove indagati per danno ambientale. Sì, proprio un danno ambientale perché questa pesca selvaggia sta deturpando interi tratti di costa. Quindi evidentemente, lo dico agli amici detrattori, non c’era proprio nulla da ridere sui cetrioli marini”.

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