Foggia, gambiano picchiato dal branco. La solidarietà dell’Antiracket “Capitano Ultimo”

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Un gruppo di teppisti presumibilmente foggiani – ha brutalmente aggredito un cittadino extracomunitario. Frastornato dalla violenza dei colpi, la vittima è rimasta a terra per alcuni minuti, poi fortunatamente è riuscita a fare ritorno presso l’appartamento in cui è temporaneamente ospitato nelle more del progetto, per chiedere aiuto agli operatori Sprar, i quali hanno allertato immediatamente il 118.

L’Associazione Antiracket Capitano Ultimo-ONLUS esprime tutta la propria solidarietà al cittadino del Gambia ospite del progetto Sprar,  vittima della vile aggressione avvenuta ieri a Foggia su via Manfredonia.

“Come spesso accade – dice l’associazione – ci accorgiamo di avere un’umanità soltanto quando vengono scosse le anime nel più profondo sentimento esistenziale. Tuttavia, prima di arrivare a questa redenzione morale, come al solito, si è fatta propaganda e istigazione alla violenza contro immigrati giunti nel nostro Paese e in questo caso nella Città di Foggia. Ora paghiamo il frutto di una campagna di istigazione alla violenza che ha portato 5 persone (si ipotizza Foggiani), prive di coscienza civica,  a massacrare di botte un proprio simile, perché di questo si tratta. Qualora questo venisse confermato, sarebbe un’altra macchia indelebile sulla già martoriata storia recente della “nostra” Città. Siamo convinti che per questi aggressori non resta che vergognarsi e trovare un briciolo di sensibilizzazione nel mettersi dall’altra parte. C’è da comprendere che non tutti gli uomini che giungono nel nostro Paese delinquono; basti pensare che ci sono uomini che hanno lasciato le proprie terre devastate da guerre di potere, confidando di approdare in terre civili dove l’accoglienza è alla base di una civiltà che si rispetti. Civiltà che va che purtroppo, e spesso, si ritorce verso persone dalla pelle nera e che vengono etichettati brutalmente con epiteti offensivi e razzisti.  Dare del “black monkey” (scimmia nera) a una persona è la cosa più vergognosa, amorale e incivile che un suo simile può fare”.

“Foggia non è questa – conclude l’Associazione Antiracket – Foggia non è solo Criminalità organizzata. Foggia non può e non deve essere debole con i forti e forte con i deboli. Infine, auspichiamo una presa di posizione da parte di tutte le Istituzioni cittadine affinché simili comportamenti non abbiano a ripetersi”.

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Redazione
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