Gasdotti, mentre la Puglia vuole lasciare, il Governo raddoppia?

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Le tensioni di questi giorni a San Foca e a Melendugno per la realizzazione del gasdotto Tap sono sotto gli occhi di tutti, forse anche troppo. Se da un lato ci sono le strategie energetiche del Governo, dall’altro le richieste di un territorio che chiede la tutela delle zone paesaggistiche.

E se da una parte ci sono le autorizzazioni, i Via, ma anche i ricorsi (anche di fronte alla Corte Costituzionale) per un conflitto di competenze ed attribuioni tra Regione Puglia e Governo Centrale, dall’altro l’argomento è al centro del dibattito politico, dentro e fuori i partiti.

Intanto Michele Emiliano ha annunciato una grande manifestazione per il 25 aprile contro la Tap con un concerto-evento.

Ed arriva la notizia che, a Tel Aviv il Ministro dello Sviluppo Carlo Calenda ha firmato, insieme ai colleghi di Israele, Grecia e Cipro, il primo via libera a Eastmed, il più grande gasdotto sottomarino del mondo che dovrebbe portare nel nostro Paese il gas naturale off shore dei giacimenti di Israele e Cipro, rilanciando l’ipotesi di utilizzo del gasdotto Poseidon di Edison a Otranto.

Il progetto Eastmed prevede una porzione di 1.300 chilometri offshore e altri 600 onshore, che porterà, secondo le previsioni, la commercializzazione delle riserve energetiche scoperte da Israele nell’Est del Mediterraneo, attraverso Cipro e Grecia fino all’Italia. Il progetto sarà presentato ai ministri del G7, poiché ritenuto fondamentale asse di sviluppo della strategia energetica complessiva del Mediterraneo.

Otranto è già interessato da tempo dal progetto Igi Poseidon, che ha ottenuto nel 2011 l’autorizzazione unica ministeriale per essere realizzato: la Edison ha acquisito le concessioni demaniali marittime necessarie formalizzando la relativa immissione in possesso.

E le reazioni, c’è da scommetterci, non tarderanno, soprattutto in una Puglia che potrebbe vedersi, a questo punto, raddoppiate le condutture di gas naturale.

Tra i primi a prendere posizione è Legambiente Puglia.

“Con la firma dell’accordo per il lancio del progetto Eastmed – commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – si concretizza sempre più il rischio di avere ben due gasdotti in Puglia, uno a Melendugno e l’altro a Otranto. Infatti, proprio nel 2011 la società IGI Poseidon ottenne il decreto di autorizzazione unica del Ministero dello Sviluppo Economico che approvava il progetto definitivo e autorizzava la costruzione e l’esercizio dell’opera nella Città dei Martiri. Invitiamo nuovamente istituzioni e politica, a livello nazionale e regionale, a lavorare sull’ipotesi di un unico gasdotto nella nostra regione, attraverso un processo decisionale che coinvolga pienamente i territori interessati”.

La vicenda del Tap non può essere affrontata in maniera isolata, ma deve rappresentare l’occasione per discutere della strategia energetica nazionale che punti sulle fonti rinnovabili, ferme al palo da 4 anni, sull’efficienza energetica, e sull’utilizzo del gas come fonte fossile di transizione, per arrivare già nei prossimi anni a chiudere progressivamente le vecchie e inquinanti centrali a carbone.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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