Giochi di luci e ombre al Paisiello di Lecce e al Palaflorio di Bari

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Domani alle 20.30, nell’ambito della Settimana della Sociologia negli Atenei italiani, LabCOM – Laboratorio di Comunicazione ed Empowerment dei luoghi dell’Università del Salento – ospita al Teatro Paisiello di Lecce, in collaborazione con Astràgali Teatro, lo spettacoloGiochi di luci e ombre“. Nove studentesse dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e otto detenuti dell’Opera di Milano portano in scena frammenti di storie di vita scritti e interpretati da loro stessi.

Ultimi posti disponibili (ingresso a offerta libera) con prenotazione obbligatoria inviando una mail a lab.com@unisalento.it.

Lo spettacolo teatrale, che sta facendo il giro d’Italia e che sabato 11 novembre approda al Palaflorio di Bari, mette in scena, infatti, un’esperienza che vuole mostrare i vantaggi che possono esserci per il territorio quando si attivano questo tipo di percorsi che coinvolgono Università, Carcere e i luoghi in cui si trovano queste Istituzioni. “Giochi di luce e ombre” è scritto, diretto e interpretato da studenti dell’ateneo milanese e persone detenute nella più grande casa di reclusione italiana con detenuti di criminalità organizzata. A Opera sono recluse, infatti, oltre 1300 persone, di cui 90 sottoposte al regime speciale del 41bis e oltre 200  al regime di alta sicurezza.

Esportare questa esperienza in tante altre università e in tante altre carceri significa proporre un modello sperimentale di mediazione e inclusione sociale come occasione per rivedere modelli di intervento e gestione, in linea con il documento finale degli “Stati generali dell’esecuzione penale”, iniziativa del Ministro della Giustizia. L’esperienza formativa e sociale nasce da un Protocollo d’intesa fra l’Università di Milano-Bicocca e il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Lombardia (Prap), firmato nel 2011, che ha “portato l’università in carcere” attraverso il corso sulla mediazione dei conflitti. Risultato di questa esperienza sono un libro, Università@Carcere, a cura di Alberto Giasanti, e la sua traduzione teatrale, lo spettacolo “Giochi di luci e ombre”.

Perché investire su questo progetto culturale? Che utilità ha per le persone detenute? Che utilità ha per la comunità? Che utilità ha per l’Università? Che utilità ha per il carcere? Sono solo alcune domande, alle quali si daranno risposte in questo evento, che fa parte delle manifestazioni organizzate nell’ambito della Settimana della Sociologia negli Atenei italiani. Dopo lo spettacolo, la psicanalista Maria Grazia De Donatis e il regista Fabio Tolledi (direttore artistico di Astragali Teatro e vicepresidente della rete mondiale dell’International Theatre Institute – Unesco) dialogano con gli attori dello spettacolo. Interverranno Giacinto Siciliano (Direttore della Casa di Reclusione di Opera – Milano), Alberto Giasanti (Sociologo del diritto dell’Università Bicocca – Milano). Modera Sarah Siciliano (Sociologa della Comunicazione e Direttore di LabCOM – Laboratorio di Comunicazione ed Empowerment dei luoghi dell’Università del Salento).

Giochi di luce e ombre è nato da un’esperienza sperimentale di incontro del mondo universitario con il mondo carcerario. È stata data la possibilità per la prima volta a trenta studenti universitari e ad altrettante persone detenute di seguire un corso universitario in “Mediazione dei conflitti” all’interno della Casa di Reclusione di Milano Opera con la docenza del professor Alberto Giasanti. Da quella prima esperienza innovativa è nato un libro dal titolo “Università@Carcere. Il divenire della coscienza: conflitto, mediazione, perdono” (Anima Edizioni 2015). Si tratta di una raccolta di scritti elaborati congiuntamente da studenti universitari e studenti detenuti, come elaborato finale del corso di mediazione, nei quali si affrontano con grande sincerità temi molto delicati quali: il conflitto, la mediazione e il perdono. Questo libro rappresenta l’incontro inaspettato di due mondi che si credevano estremamente lontani e che mai avrebbero pensato di potersi confrontare. Lo spettacolo nasce inizialmente per pubblicizzare il libro, ma in breve prende vita propria e si struttura come un mezzo molto importante ed efficace per creare un ponte che unisca la società al mondo del carcere. Si tratta di una serie di scritti personali nei quali ogni attore si è esposto portando sul palco con molto coraggio le proprie storie di vita, mettendo in luce le proprie ombre.

LabCOM è un Centro di Ricerca dell’Università del Salento che traduce il sapere sociologico in operazione culturale e si offre come moltiplicatore di idee tese all’ascolto dei luoghi e delle comunità che li abitano. Accreditato fra i Living Labs della Regione Puglia e riconosciuto con decreto rettorale nel 2017, LabCOM vuole mettere in atto una nuova strategia di empowerment di tipo innovativo, attraverso l’attivazione di ricerche – azione che fanno dialogare il mondo della ricerca con la sfera politica, il sistema socio-economico territoriale e l’utenza finale.

Astràgali nasce nel 1981 a Lecce per fare teatro, per formare attori, per dare vita ad uno spazio di circolazione dei discorsi e delle pratiche, per elaborare progettualità, per tessere trame e relazioni. Dal 1985 è riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come compagnia teatrale d’innovazione. Dal 2012 è sede del Centro Italiano dell’International Theatre Institute dell’Unesco. È membro della Anna Lindh Euro-Mediterranean Foundation for the Dialogue between Cultures. Ha realizzato progetti artistici, spettacoli, attività in circa 30 paesi in tutto il mondo.

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