Gioia del Colle: il Pd scarica Povia. I consiglieri lo sanno?

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Con un duro comunicato, il Partito Democratico di Gioia del Colle ha ufficialmente concluso la propria avventura al fianco del sindaco Sergio Povia.

Il Pd, dunque, scarica il sindaco esponente (ex consigliere regionale e comunale del Pd e già in passato sindaco di Gioia eletto con i Ds) ed invita l’assessore proprio rappresentante (Giuseppe Masi) a rassegnare “ad horas” le proprie dimissioni ed i consiglieri comunali (Ludovico, Vasco e Giannico) a “considerare conclusa questa esperienza amministrativa”.

Resta da capire se i consiglieri, già ai ferri corti con il coordinamento cittadino del Pd guidato da Massimo L’Abbate e vicini al sindaco Sergio Povia raccoglieranno la richiesta del partito e si metteranno fuori dalla maggioranza o invece, come peraltro già hanno fatto in passato, resteranno al proprio posto.

Si apre formalmente una crisi politica nata tutta all’interno della maggioranza che, fin dall’inizio di questa legislatura, si è dimostrata poco coesa e molto litigiosa, con la strana accoppiata Udc-Fli (o quel che ne resta) a sostenere il sindaco con una sponda nei civici e le distanze ormai abissali con il Pd.

Una crisi che, per la verità, sembra essere più presente fuori dal palazzo che in consiglio comunale. Simbolo di una scollatura profonda tra eletti e dirigenti locali che promette di ampliarsi nelle prossime ore.

Ecco il testo del documento del coordinamento Pd.

Un blitz di ferragosto. Questa in sintesi è l’idea che l’opinione pubblica e la città si sono fatti in merito alla decisione di celebrare un Consiglio Comunale il 18 agosto, per fissare le tariffe Imu e Tasi ai coefficienti massimi possibili. Un provvedimento del genere, il più politico che ci sia, in quanto riguarda le tasche dei cittadini, è stato demandato al solito decisionismo del sindaco con l’assenza totale della discussione tra le forze politiche della maggioranza. 

Non si potevano evitare gli aumenti? Ed allora che lo si dica alla città in una conferenza pubblica spiegando le ragioni, visto che nel programma elettorale si parlava di “bilancio partecipato”.

Eppure siamo convinti che altro si poteva e si doveva fare, ad iniziare da una seria e progressiva revisione della spesa, che doveva essere tra gli obiettivi da sottoporre alle figure apicali, fortemente volute dal sindaco e da noi avversate.

Ma il capitolo tasse è la classica goccia che fa traboccare il vaso. 

In nove mesi di vita, questa segreteria non ha fatto altro che invitare sindaco ed amministrazione ad una diversa concezione del governo. Abbiamo lamentato più volte mancanza di pianificazione, organizzazione, visione e soprattutto collegialità nelle decisioni. 

Sono rimaste puntualmente disattese tutte le problematiche sollevate in questo periodo a partire dal nostro documento del 16 dicembre 2013, dall’azzeramento della giunta alla nuova determinazione su Lama S.Giorgio, dal rilancio dell’azione della Spes fino alla “rimodulazione del carico tributario a favore delle fasce economicamente più deboli”. Tutte puntualmente inascoltate e disattese.

Per non parlare dell’autentica caricatura della verifica di maggioranza, lasciata in sospeso e con un nulla di fatto per le ferie, mentre il Consiglio Comunale si celebrava regolarmente.

A tutto ciò si aggiunga il profondo scollamento tra il partito e la nostra rappresentanza in Consiglio Comunale, che non si è per nulla preoccupata del fatto che un importante ed impopolare atto politico come l’aumento delle tariffe Imu e Tasi andava discusso ed approfondito nel direttivo del partito, come aveva ricordato il segretario provinciale del PD Ubaldo Pagano in una riunione di fine luglio. Un Consiglio convocato il giorno 13 agosto lascia spazio a discussioni? 

Il senso di velocità nell’azione amministrativa che il sindaco vuole imprimere si è rivelato deleterio su tutti i fronti. Il bando sulla pubblica illuminazione, il caos sul futuro della Spes, il carico tributario, le frettolose e lacunose procedure su bandi ed appalti, l’orgogliosa rivendicazione di fare incetta di finanziamenti senza avere idea di cosa producono sul territorio.  Non rappresentano il nostro modo di approcciarci e concepire il governo della città.

Il Pd di Gioia del Colle non è mai stato protagonista di questa stagione amministrativa, non ha mai inciso né influito sui processi decisionali. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Pertanto con la presente, la segreteria chiede al direttivo, ponendo la fiducia sull’argomento, di uscire dalla maggioranza di governo ed avviare un percorso politico nuovo nella città e con le forze sociali e politiche che vorranno farlo insieme a noi da subito. 

Si chiede al nostro rappresentante in giunta di rassegnare ad horas le proprie dimissioni da assessore, ai nostri consiglieri comunali di comunicare nel prossimo Consiglio Comunale utile di non appartenere più alla maggioranza e di andare a chiudere quindi questa esperienza amministrativa.

 Il Coordinamento del PD di Gioia del Colle 
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Redazione
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