Grottaglie in piazza per difendere l’ospedale San Marco

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Una grande e pacifica manifestazione per le vie di Grottaglie, grosso centro del tarantino, per chiedere ancora una volta la governo regionale di scongiurare la chiusura dell’ospedale San Marco. A guidarla, i sindaci dei comuni vicini che, insieme al neo sindaco di Grottaglie D’Alò, temono di non poter più usufruire del locale nosocomio, e di conseguenza di dover raggiungere ogni volta Taranto che, peraltro, ha attualmente in progetto la costruzione di un ospedale (ma che è ancora ben al di là dall’essere realizzato).

“La protesta popolare a difesa dell’ospedale San Marco di Grottaglie ha assunto toni e ampiezza tali da non poter essere più sottovalutata: che piaccia o no la Regione Puglia dovrà annullare i tagli previsti, compresi quelli all’ospedale Nord di Taranto, dove la situazione è ormai insostenibile”.

Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, ritiene “inaccettabile che i pazienti siano spediti come pacchi postali dall’Ospedale Nord al SS Annunziata e viceversa: è roba da terzo mondo, non degna di un Paese e di un territorio civile”.

“Inaccettabile – prosegue Pugliese – come la vicenda dell’Ospedale San Cataldo, la cui realizzazione, apprendiamo, è destinata a prorogarsi di un ulteriore anno rispetto ai sei previsti a causa dei dettami del nuovo codice degli appalti. Senza dimenticare che il progetto per il nosocomio cozza contro tutte le normative vigenti per la tutela e il consumo del suolo, essendo privo di Vas (valutazione ambientale strategica) e di Via (valutazione impatto ambientale), di ogni sorta di servizio basilare come acqua, elettricità, gas e fognatura, per tacere della viabilità, praticamente inesistente. Insomma, una saga degli sprechi (pubblici), con pesanti ombre che portano a enormi speculazioni edilizie, sulla scia del famoso caso San Raffaele del Mediterraneo”.

“Intanto, sebbene Taranto sia travolta da mille emergenze, denunciate con cadenza quotidiana proprio dalla Regione Puglia, non esiste neanche un posto letto in reparti chiave come pneumologia e chirurgia toracica, per tacere dell’Ircs. Eppure la soluzione c’è ed è sotto gli occhi di tutti: dedicare i fondi disponibili all’ampliamento dell’Ospedale Nord, che in tempi relativamente brevi, e comunque più brevi di quelli utili per la costruzione del San Cataldo, potrebbe garantire l’assistenza richiesta dal territorio, diventando un punto di riferimento sia a livello ionico, che regionale. A meno che sotto non ci sia un disegno perverso contro Taranto, che rischia di sfociare in un atto criminale nei confronti dei cittadini ionici. Vogliamo sperare che non sia così, Taranto non merita ancora umiliazioni e morti”.

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