Incendio nel campo Rom di Japigia. Eugema: “l’inclusione è ancora un lungo percorso”

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Per fortuna solo danni alle cose e tanto spavento. Un disagio per 20 persone che hanno visto bruciare la propria baracca ma nessun danno alle persone. E’ bastata una scintilla per scatenare l’incendio, nella scorsa notte intorno alle 22, che ha distrutto una parte del campo rom installato al quartiere Japigia di Bari.

Molto probabilmente una stufetta con i fili troppo sottili e scoperti hanno provocato la distruzione di 6 baracche. L’arrivo immediato dei Vigili del Fuoco ha evitato che i danni fossero maggiori, e le fiamme sono state in poco tempo domate.

Un percorso di integrazione tra i Rom e la città di Bari che, tra alti e bassi, va avanti da tempo.

14 anni di stanzialità a Bari con alterne vicissitudini di  sofferenze pregiudizi  e qualche gioia. Questa  la fotografia istantanea  della comunità rom di Japigia –Bari in strada Santa  Teresa omposta da   120 persone, di cui  il 40% minori,  che insiste su un’area affidata nel 2005  dal Comune di Bari con l’Amministrazione Emiliano e dotata dei servizi essenziali.

A parlare sono i volontari dell’Associazione Eugema Matteo Magnisi e Corsina Depalo.

“L’incendio della scorsa notte – sottolineano – ha  messo a nudo i  punti deboli e i nervi scoperti  del  percorso di integrazione di questa comunità nella nostra città. Infatti, dopo la avviata e consolidata scolarizzazione dei minori, il conseguimento della licenza media per alcuni adulti,  la nascita della cooperativa sociale Artezian per lavori di manovalanza   nel 2008 con un progetto dei “piccoli Sussidi” della Regione Puglia, con l’impegno  di pochi volontari  e il tutoraggio   della cooperativa  sociale Occupazione e Solidarietà di Bari,  con il tanto faticoso tentativo  di inserirsi  a piccoli passi, nella legalità , in un mercato del lavoro   già precario non escludendo anche la possibilità di realizzare una sartoria delle rom,  è, e resta in tutta la sua drammaticità: la questione abitativa“.

Le famiglie del campo, da vetto, dotate di residenza anagrafica nella città di Bari già  da diversi anni,  vivono   ancora nelle baracche costruite con materiale di risulta ormai in uno stato grave  deterioramento che  alimenta una  pesante situazione sia sul piano  igienico-sanitario, sia sul piano della sicurezza.

“Da tempo – raccontano – la comunità rom di Japigia ha chiesto invano  di essere  coinvolta nelle fasi di  progettazione del Comune di Bari per ciò che riguarda il loro futuro. Con il Comune di Bari,  se è pur vero  ci sia stato un buon  rapporto  formale di collaborazione,  ciò non si  è mai tradotto nella risposta ai bisogni concreti, tanto da non sopire in molti strati della popolazione i sentimenti di fastidio o intolleranza verso gli stessi rom”.

“E’ nella  nuova amministrazione – concludono i volontari – che  la comunità di Japigia  Santa Teresa ripone buona parte delle sue speranze  per un recupero di terreno nel processo di inclusione  ancora a metà dell’opera”.                          

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Redazione
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